“Il coro della Cappella Sistina” canta la Missa Papae Marcelli su Sky Arte

“Il coro della Cappella Sistina” canta la Missa Papae Marcelli di Palestrina su Sky Arte, in uno straordinario concerto eseguito dal coro personale dal Papa, il più antico al mondo.


 Sky Arte HD festeggia il Natale regalando ai suoi spettatori un grande concerto di musica classica. Questa sera, alle ore 21.15 il canale trasmetterà “Il Coro della Cappella Sistina” che proporrà eccezionalmente l’esecuzione della celebre Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina nella prima versione a stampa del 1567 recentemente riscoperta negli Archivi Vaticani ed eseguita, nella bellissima cornice della Cappella Sistina, dalla Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, il coro personale del Papa nonché il più antico del mondo.


La Missa Papae Marcelli è forse la composizione più conosciuta di Palestrina ed è dedicata esplicitamente a Papa Marcello II, rimasto sul soglio pontificio soltanto tre settimane, dal 9 al 30 aprile del 1555. Nel corso degli anni è stata oggetto di numerose trascrizioni, registrazioni e studi. Quella trasmessa da Sky Arte HD, grazie anche alla collaborazione con le edizioni Deutsche Grammophon, etichetta di riferimento per la musica classica, è stata riadattata alla notazione moderna da Mons. Massimo Palombella, Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, cercando di ricreare i suoni originali e l’atmosfera che si aveva al tempo del grande compositore rinascimentale. Il concerto comprende i pezzi dell’Ordinarium: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Benedictus e Agnus Dei e i mottetti Christus Factus Est e O Magnun Mysterium.

“Palestrina – spiega Palombella – era un compositore che lavorava a stretto contatto con le esigenze della Chiesa e che ha recepito le istanze del Concilio di Trento circa la musica polifonica: quando la si sentiva bisognava comprendere il testo. La Missa è proprio un modello di come le istanze del concilio di Trento sono diventate concretamente musica da ascoltare e che realizza pienamente questa intellegibilità del testo”.


Con l’occasione la Missa Papae Marcelli torna ad essere eseguita nel luogo per il quale questa musica fu scritta, la Cappella Sistina. “Qui – spiega ancora Palombella – si svolgevano generalmente le celebrazioni del Papa. Si è soliti pensare che esse si svolgessero nella Basilica di San Pietro ma così in realtà non è. Al tempo di Palestrina la Basilica di San Pietro era ancora in costruzione”. Nel periodo rinascimentale si esibirono in questo luogo, tra gli altri, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Cristóbal de Morales, Costanzo Festa, Josquin Desprès e Jacob Arcadelt in qualità di cantori della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.

Il coro personale del Papa è presente fin dagli inizi della Storia della Chiesa Cattolica. Fu riordinato nel VI secolo da Gregorio Magno e subì importanti modifiche sotto Bonifacio VIII. Dopo varie vicissitudini fu riorganizzato da Sisto IV nel 1471. Da allora la Cappella Musicale Pontificia venne denominata Cappella “Sistina” sia in omaggio a colui che gli ridiede vita, sia perché solitamente il coro cantava nell’omonima cappella. Il coro è composto unicamente da uomini: 20 cantori adulti stabili, con l’inserimento a seconda delle situazioni di alcuni cantori aggiunti, e da circa 35 ragazzi cantori (i Pueri Cantores) che costituiscono la sezione di voci bianche della Cappella Musicale. Sono tutti preparati dal Maestro Mons. Marcos Pavan.


Oltre al suo principale impegno nell’ambito della liturgia Papale, la Cappella “Sistina”, sia nella sua completezza che con la sola sezione di voci bianche, svolge un’intensa attività concertistica in tutto il mondo e, con lo scopo di far conoscere il patrimonio storico della musica sacra attua il suo primo mandato: un’opera di Evangelizzazione. “Fuori da un tale ambito – spiega Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia non avrebbe senso una tale istituzione in quanto non è nata solo per fare un po’ di buona musica. Evangelizzare, compito che passa necessariamente anche nel rendere l’umano più umano, è la ragione più profonda dell’impegno della Sistina”.