Cuki e Banco Alimentare Onlus contro lo spreco alimentare: ecco la Cuki Save Bag

Banco Alimentare Onlus

Cuki e Banco Alimentare Onlus contro lo spreco alimentare

Gli Italiani si vergognano a chiedere la “doggy bag” o, per dirla alla milanese “la schiscetta”, per portare del cibo avanzato dalla cena (o pranzo) a casa per consumarla in seguito. Per questo più della metà degli intervistati (in una ricerca effettuata dall’azienda Cuki) dichiara che chiedere al cameriere un contenitore per portare via il cibo non consumato provoca vergogna nei confronti del ristoratore/cameriere ma soprattutto verso le altre persone che lo vedrebbero portare via gli avanzi. Il 37% si sente frenato dal fatto di essere l’unico a fare tale richiesta. La ricerca mette in evidenza un dato ancora più preoccupante: quasi 2 giovani su 3 (dai 18 ai 34 anni) si sentono frenati nell’utilizzo della doggy bag.

Inoltre dalla ricerca si evince che anche il personale di sala propone “mai o raramente” ai propri clienti di portare via il cibo con un contenitore simile alla doggy bag.

In un simile conteso si inserisce l’iniziativa di Cuki e Banco Alimentare Onlus denominata “Cuki Save Bag”.

Cuki Save Bag è un progetto di responsabilità sociale che coinvolge tutti i ristoratori italiani e i loro clienti, sensibilizzando i primi a proporre ai clienti di portare via ciò che hanno ordinato e non consumato, i secondi a non vergognarsi di chiedere di poter avere un contenitore adatto per gustare in un secondo momento ciò che non si è consumato.

Questa iniziativa ha riscontrato la collaborazione della catena di ristorazione “Old Wild West”, che proporrà ai propri clienti la possiblità di portare a casa ciò che si è avanzato, con un'”incitamento” a tale pratica da parte del personale di sala e delle informazioni riportate sui tovaglioli.

Ma cosa farebbero gli italiani del cibo riportato a casa? Il 55% condivide il cibo con la famiglia, riconoscendo, in questo modo, il valore di convivialità del cibo, e il 37% lo consumerebbe personalmente. Ma un dato curioso è che solo il 6% darebbe al cane quanto non mangiato al ristorante, e qui potrebbe nascere una provocazione: è ancora il caso di chiamarla Doggy Bag? Circa il 17% degli intervistati sostiene che a frenarli dal portare via il cibo dal ristorante è proprio il nome doggy bag

Ma non tutto è perduto. Infatti dalla ricerca si evince che noi Italiani stiamo già “lavorando su noi stessi” per contenere lo spreco alimentare: oltre il 46% ordina un piatto per volta, il 29% chiede di portare via la porzione di cibo o piatto non consumato, il 17% ordina con “il cervello” e non con “gli occhi”, mentre il 7,6% ammette di consumare tutto ciò che ha ordinato anche se non ha più appetito.

Come ultimo dato la ricerca evidenza che c’è ancora una parte significativa degli italiani che non ha sentito parlare di questa buona pratica; Il 36,3%, infatti, dichiara che non ha sentito niente a riguardo. Tra chi invece conosce l’argomento, 1 italiano su 3 afferma di averne sentito parlare in TV, in parte anche in programmi tv con contenuti specifici del mondo food, mentre solo 1 italiano su 5 ne ha sentito parlare nei social network e sulla carta stampata.