Fiorella Mannoia Nessuna Conseguenza – Il nuovo singolo contro la violenza sulle donne

Fiorella Mannoia Nessuna Conseguenza: Si intitola Nessuna conseguenza il nuovo singolo di Fiorella Mannoia contro la violenza sulle donne. 

Da oggi, venerdì 25 novembre, in radio “Nessuna conseguenza”, il nuovo singolo di Fiorella Mannoia estratto dall’album di inediti “Combattente”. 


Dopo il primo singolo “Combattente” anche “Nessuna conseguenza” racconta una storia di lotta quotidiana e soprattutto della forza di reagire. Il brano, scritto da Federica Abbate e Cheope, affronta il tema della violenza psicologica sulle donne, purtroppo sempre tristemente attuale, e della capacità di uscirne e di rinascere. 

Fiorella Mannoia Nessuna Conseguenza: Il video

«C’è come un filo immaginario che collega la storia di queste donne – racconta Fiorella Mannoia in merito ai due video – che hanno un comune denominatore: la voglia di liberarsi da chi tenta di imprigionarle nella paura e nell’insicurezza. La voglia di riappropriarsi della propria dignità»

La regista Consuelo Catucci racconta così il video di “Nessuna conseguenza”: «La vita, l’amore, la violenza, hanno molteplici facce, ci segnano ed insegnano, spesso ci paralizzano nelle conseguenze delle nostre scelte sbagliate o subite, spesso, ma non sempre. Questa è la storia di una donna che riesce a spezzare un meccanismo di violenza, scoprendosi diversa da quel padre che l’ha cresciuta insegnandogli qualcosa, che lei non ha voluto accettare, ponendo una distanza morale enorme tra di loro». 

Fiorella Mannoia Nessuna Conseguenza: La storia

Questa è la storia di una donna, che ne racchiude tante.

È la storia di quelle figlie che crescono con un padre manesco, che non riescono a difendere le proprie madri in balia di un compagno violento. È la storia della rabbia, del dolore e della frustrazione accumulata da tante donne, che loro malgrado si trovano a convivere con la violenza quotidianamente da quando sono piccole. È la storia di quelle donne forti, che subiscono soprusi, resistendo, senza accettare di sentirsi vittime, anche quando lo sono. È la storia tristemente quotidiana di molte donne, che si trovano isolate negli stereotipi: perché nella nostra società così apparentemente evoluta, sembra assurdo che la casa vicino alla nostra, possa essere una prigione, o che una donna maltrattata, non si ribelli e non chieda aiuto.

Tutte queste considerazioni, ipocritamente, non solo non tengono conto del fatto che la nostra società non le protegga e fornisca pochissimi strumenti giuridici per farlo, ma subdolamente si tratta di giudizi che addossano ulteriormente la colpa delle violenze subite alle vittime, isolandole in una strada a senso unico, senza uscita.

Queste donne lottano ogni giorno, non simbolicamente, per la vita, loro e dei loro figli, lottano contro le ferite più profonde che la violenza lascia, quelle psicologiche, contro la vergogna e il senso di colpa che possono essere degli ostacoli insormontabili, più forti della paura stessa.

Quando si parla di violenza sulle donne, si ricorre spesso all’immagine di una donna, rannicchiata in un angolo, con il volto coperto dalle mani e un’ombra che la sovrasta.

È un’immagine a cui siamo assuefatti, è una foto che non si muove, è evocativa, è cool mentre ci fa venire i brividi, è rassicurante mentre ci fa focalizzare su un atto interrotto piuttosto che sul dolore dell’impatto.

Che congela un momento tralasciando la brutalità di quello che precede e segue: la spinta che l’ha sbattuta per terra, le parole che la sminuiscono in continuazione, lo schiaffo o il calcio che la immobilizzano, l’umiliazione che deriva dalle bugie e dal fondotinta che nasconde i lividi, ma non li cura.

La vita, l’amore, la violenza, hanno molteplici facce, ci segnano ed insegnano, spesso ci paralizzano nelle conseguenze delle nostre scelte sbagliate o subite.

spesso, ma non sempre.

Questa è la storia di una donna, che riesce a spezzare un meccanismo di violenza, scoprendosi diversa da quel padre che l’ha cresciuta, insegnandogli qualcosa, che lei non ha voluto accettare, ponendo una distanza morale enorme tra di loro.

È una donna, che trova la forza per reagire, proprio in tutte le conseguenze che la sua esperienza di violenza le ha lasciato addosso. È la storia di come, le conseguenze di ciò che subiamo, possano essere la spinta a ottenere ciò che avremmo voluto in una situazione di normalità, senza nessuna conseguenza.

La violenza di genere è qualcosa su cui ognuno dovrebbe riflettere, perché a prescindere dalla nazionalita’, dalla religione, dall’orientamento politico, colpisce in tutto il mondo, indiscriminatamente, ogni giorno, persone innocenti.

Chantal Ughi, pluri campionessa mondiale di Muay Thai, con la sua vita esemplare di resistenza e cambiamento, con la sua forza e il suo sguardo malinconico, racconta la determinazione struggente e il dolore di una donna decisa a riappropriarsi della sua vita.

Maria Chiara Di Mitri, interpreta la protagonista da giovane, regalandole la sua grinta e il coraggio.

Fiorella Mannoia Nessuna conseguenza: Il Testo

A te che mi dicevi ma tu dove vuoi andare che non conosci il mondo
e ti puoi fare solo male ancora hai troppe cose da imparare
devi solamente stare zitta e ringraziare

Parlando mi dicevi tutto questo e molto altro
guardandomi ogni volta dall’alto verso il basso
perché non pensavi che avrei avuto un giorno il coraggio

E mi sembrava di restare ferma al punto di partenza
di non essere capace di bastare mai a me stessa
di non avere una certezza
di non essere all’altezza

E invece pensa
nessuna conseguenza
di te so stare senza
non sei necessario alla mia sopravvivenza
E invece pensa
io non mi sono persa
di quel che è stato non resta
nessuna conseguenza

E ripetevi tutto questo con quell’aria da padrone
convincendomi a pensare che io avevo torto e tu ragione
ma lo sai alla fine che l’amore
se lo tieni chiuso a chiave guarda altrove

Come se accontentarmi fosse la scelta migliore
come fosse troppo tardi sempre per definizione
come se l’unica soluzione fosse quella di restare

E invece pensa
nessuna conseguenza
di te so stare senza
non sei necessario alla mia sopravvivenza
E invece pensa io non mi sono persa
di quel che è stato non resta
nessuna conseguenza
nessuna conseguenza
di quel che è stato non resta
nessuna conseguenza

A te che mi dicevi ma tu dove vuoi andare
che non conosci il mondo e ti puoi fare solo male
ancora hai troppe cose da imparare
devi solamente stare zitta e ringraziare

E invece pensa
nessuna conseguenza
di te so stare senza
non sei necessario alla mia sopravvivenza
E invece pensa io non mi sono persa
di quel che è stato non resta
nessuna conseguenza
nessuna conseguenza

Di quel che è stato non resta
nessuna conseguenza