House of Cards stagione 6: la chiusura di un cerchio per Claire, ma non per lo spettatore

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recensione house of cards stagione 6

Recensione House of Cards Stagione 6: una stagione che ha un grosso potenziale, chiude un cerchio per i protagonisti, ma non per lo spettatore.

E’ passato quasi un anno e mezzo dalla quinta stagione di House Of Cards, nel frattempo la serie ha subito grossi scossoni, dovuti all’allontanamento del protagonista Kevin Spacey, dopo gli scandali sulle sue condotte private. recensione house of cards stagione 6

Quindi dopo un anno e mezzo di polemiche, di stop alla produzione (avevano già girato tre episodi), la serie è ripartita con Robin Wright come protagonista e ha debuttato venerdì 2 novembre su Sky Atlantic con i primi due episodi, e su NowTV e Sky Box Sets con tutta la sesta stagione disponibile. recensione house of cards stagione 6

La sesta stagione di House of Cards ha per forza di cose subito grossi cambiamenti, è inutile prevedere cosa sarebbe stata se Frank Underwood fosse ancora in gioco. Abbiamo avuto un anno e mezzo per metabolizzare la sua uscita di scena, e la sua assenza non è un motivo valido per non vederla.

La sesta stagione di House of Cards ha sempre la scrittura intelligente e audace, gli stessi personaggi, ma allo stesso tempo è da subito diventata una serie diversa, che se sviluppata in circostanze normali, sarebbe stata un’ottima serie anche senza Frank Underwood.

Frank Underwood, il personaggio che ha portato avanti l’intera serie, e che in questa stagione ha comunque monopolizzato la storia, aggirandosi come un fantasma tra le mura della Casa Bianca. Una presenza ovvia e necessaria, con cui anche gli autori hanno giocato all’inizio, ma che è stata anche l’elemento negativo della stagione. Soprattutto se consideriamo che si trattava del capitolo finale della serie.

I personaggi hanno passato gli episodi a subire le conseguenze di quello che era e ha fatto Frank Underwood, cosa normalissima e necessaria, ma questa scelta ha provocato due conseguenze: permettere agli autori di raccontare la storia di Claire e della sua voglia di emergere come personaggio chiave della politica americana. Raccontare la sua voglia di chiudere un cerchio e andare avanti, e in questo hanno avuto successo, Claire a fine stagione chiude quel cerchio.

La seconda conseguenza è che per noi invece quel cerchio non si è chiuso, perchè l’assenza di Frank, e quindi di Kevin Spacey, li ha costretti a raccontare una storia didascalica, dove la maggior parte degli eventi accade fuori dallo schermo. Dove i personaggi ci raccontano cosa è successo, cosa che non ha aiutato lo spettatore a chiudere quel cerchio, anzi è successo il contrario.

E’ stato il finale che la serie meritava? Sicuramente no, semplicemente perchè non è un finale. Anzi con questa stagione gli autori ci hanno fanno vedere cosa sarebbe stata la serie con Claire Hale protagonista, interpretata magistralmente da Robin Wright, una storia che avrebbe senso a livello narrativo, solo se la serie continuasse. Invece così la sesta stagione è diventata uno “statement” assolutamente necessario, per allontanarsi da quella situazione in cui si è trovata senza volerlo.

House of Cards, tutta la sesta stagione disponibile dal 2 novembre su NowTV e Sky Box Sets

PANORAMICA RECENSIONE
Voto
7.5
Dire che amo le serie tv è abbastanza scontato visto che sono qui, è una passione che ormai è diventata ossessione, passando da 4-5 serie a circa 80 serie durante l'anno, forse... vabbè chi le conta più ormai. Per info e comunicati: info@dituttounpop.it