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Intervista a Emanuele Dabbono, co-autore di Tiziano Ferro.

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Intervista a Emanuele Dabbono: il co-autore di Tiziano Ferro ci racconta cosa vuol dire collaborare con uno dei cantanti più amati in Italia e all’estero

Il Mestiere della Vita, nuovo album di Tiziano Ferro, sta conquistando le classifiche. Ma chi si nasconde dietro i testi delle canzoni che hanno fatto breccia nel cuore di così tanta gente? A collaborare con Tiziano Ferro c’è Emanuele Dabbono, cantautore, autore, polistrumentista e co-autore dell’artista italiano prossimo super ospite a Sanremo 2017.

A voler essere precisi Dabbono è l’unico co-autore a contratto con Tiziano Ferro e il successo di Incanto, doppio disco di platino, si deve anche a lui. Per il nuovo album di Ferro, uscito lo scorso dicembre, Dabbono è co-autore per testo e musica di Conforto feat Carmen Consoli, Valore Assoluto e Lento/Veloce.

Ma cosa vuol dire collaborare con uno dei cantanti più amati in Italia e all’estero? Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Emanuele per scoprirlo.

Emanuele andiamo dritti al punto: com’è lavorare con Tiziano Ferro durante la stesura di un nuovo pezzo?

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Come puoi immaginare è un grande orgoglio scrivere per lui, il consenso che hanno avuto le canzoni è per me motivo di gran felicità. Scrivere con lui parte da pensare il brano, quindi soprattutto il testo insieme, ma anche la musica perché io ho uno studio e di conseguenza penso anche all’arrangiamento e alla parte musicale che poi propongo a Tiziano. Lui poi corregge le cose, la modella a suo modo, interviene nel testo, interviene nella musica, e il risultato è quello che avete sentito cioè una commistione di due persone molto diverse musicalmente ma molto vicine caratterialmente. Se ci conosceste entrambi trovereste pezzi di puzzle che s’incastrano perfettamente nonostante lui venga dalla musica black e io dalla musica rock. Due punti diversi ma che collimano in modo preciso quando scriviamo. L’obiettivo non è tanto di cercare una canzone che possa essere di moda ma qualcosa che duri di più nell’immaginario della gente.

Si dice che gli artisti siano un po’ tutti scaramantici, voi prima, durante e dopo il lavoro avete dei riti propiziatori?

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Non posso dirti che ci sono dei veri e propri riti perché ogni volta è diverso. Quello che conta è che il testo pulsi di verità e la musica possa colpire per questo non facciamo riferimento a mode o classifiche imperanti all’estero.
Sicuramente è bello potersi parlare, avere un contatto diretto con la persona e quindi non lo viviamo semplicemente come lavoro. Io tutti i giorni entro nel mio studio come fa un artigiano anche se non me l’ha prescritto il dottore e non credo nemmeno tanto a questo concetto dell’ispirazione perché penso che ogni persona debba entrare in contatto con la propria parte un po’ vergine, bambina, per tirarne fuori le cose migliori.

Nel nuovo disco insieme a Tiziano hai scritto Conforto che lui canta con Carmen Consoli. Hai qualche aneddoto da raccontarci su com’è lavorare con due grandi artisti come loro?

Ma guarda, la cosa è presto detta: è tutto merito di Tiziano che la canzone sia diventata un duetto.
Io l’avevo pensata per lui poi quando l’ha rivista e corretta e l’ha proposta a Carmen mi ha detto, “guarda devo farti una sorpresa”. E a giugno mi mandò l’mp3.
Io non sapevo niente, l’ascolto e penso che sia bella fino a quando non sento una voce femminile e… mi si è gelato il sangue. In senso positivo naturalmente perché ho riconosciuto subito la voce di Carmen Consoli ma siccome non ero sicuro l’ho chiesto a Tiziano per non fare figuracce –ride, ndr-. È stata un’emozione incredibile perché secondo me la bellezza di quello che ha fatto lei è di cantare a favore della canzone e quindi di non riempirla di tecnicismi vocali per far vedere chi è che cantava meglio. Non era una gara in questo senso, era più una sfida per vedere chi meglio riusciva ad interpretare il senso del pezzo. Tutto questo per me è stato di una dolcezza infinita perché ci tengo molto a quella canzone e vedere che hanno cercato di esprimere fino in fondo le parole del testo è stato davvero toccante.

Si capisce dalle tue parole che per te Conforto ha un significato speciale ma c’è una canzone in particolare tra quelle che hai scritto per Tiziano a cui ti senti legato?

Sicuramente quella a cui sono più legato e per ovvi motivi è Incanto perché è stata la vera consacrazione. Quella ha permesso a molte persone che non mi conoscevano di avvicinarsi al mio mondo e tanti si sono chiesti: ma chi diavolo è questo qui? –ride, ndr-.
Poi hanno scoperto che non ero esattamente un diciottenne ma che avevo combinato qualche cosina prima.
Tiziano ha sempre speso delle belle parole verso di me e gliene sono grato.
Io penso che si può dire tranquillamente che gli devo tutto, che altrimenti non sarei dove sono se non fosse stato per lui. Ricambiare per me significa cercare di scrivere le canzoni migliori che posso.

Lavorare con Tiziano Ferro rappresenta sicuramente una grande soddisfazione sotto il profilo professionale. Ma c’è un/una cantante con cui sogni di lavorare in futuro oltre a lui?

Ammiro tantissimo Niccolò Fabi, trovo nel suo modo di scrivere e nella sua penna molte similarità con il modo intimo che intendo io quando si parla di scrittura. Per cui mi piacerebbe tantissimo collaborare con lui fosse anche solo per aggiungere una parola senza comparire. Farei il ghostwriter ma essere nella sua stanza e poter scrivere con lui sarebbe molto bello.

Emanuele, tu oltre ad essere un autore sei anche un cantante quindi la domanda sorge spontanea: quando ti rivedremo dall’altra parte del microfono?

Ho già pensato alle canzoni per il prossimo disco che sarà un album acustico. Voglio fare qualcosa che sia un po’ diversa, il più possibile mia, non per cercare necessariamente un riscontro commerciale o radiofonico. Farò qualcosa che risentirà un po’ dell’atmosfera irlandese che amo, una musica diciamo… un po’ da sotto le coperte.

Potete seguire Emanuele Dabbono sul suo sito http://www.emanueledabbono.com/ e sui canali social Facebook (https://www.facebook.com/emanueledabbonoofficial) e twitter (https://twitter.com/emanueledabbono).

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Raffaella Berardi
Pugliese doc, divoratrice di libri, affamata di storie. Ricercatrice seriale di domande che le risposte non bastano mai. Scrivo dunque sono, vino preferibilmente bianco, amo il bello dentro il cuore e nel cervello. In ordine sparso mi piace il buon cibo, l'agrodolce nel piatto e nella vita, il mare prima della montagna, gli esseri mitologici che pronunciano ancora parole come: buongiorno, buonasera e grazie. Mi piacciono e non mi piacciono un sacco di altre cose ma è finito lo spazio.

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