Netflix raggiunge quota 137 milioni di abbonati in tutto il mondo

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Netflix abbonati settembre 2018

Netflix abbonati settembre 2018: raggiunta quota 137 milioni in tutto il mondo. Cosa succederà quando arriveranno i servizi streaming Warner e Disney?

Il terzo trimestre si chiude positivamente per Netflix, in seguito all’inaspettato calo della crescita degli abbonati rispetto alle previsioni registrato nel secondo trimestre. Presentando i dati del terzo trimestre Netflix fa sapere che il totale globale degli abbonati è arrivato a 137 milioniNetflix abbonati settembre 2018

Nel dettaglio, l’azienda ha aggiunto 7 milioni di abbonati nel trimestre, più delle previsioni di 5 milioni. In particolare 1.09 milioni arrivano dagli Stati Uniti, 5.87 milioni arrivano dai mercati internazionali.

L’amministratore delegato, Reed Hastings, in una lettera agli investitori ha previsto una crescita di ulteriori 7.6 milioni di abbonati nel quarto trimestre. Hastings ha anche precisato che da gennaio 2019, Netflix pubblicherà solo i dati degli abbonati paganti, escludendo quindi gli abbonamenti in prova, visto che sono state affinate le tecniche per misurare gli abbonamenti paganti con più accuratezza.

Netflix è la necessità di aumentare il numero di produzioni originali, in vista del debutto dei nuovi servizi Disney e Warner

Nella lettera Reed Hastings ha anche parlato del focus di Netflix sui contenuti originali, cosa che gli permetterà fare sempre meno affidamento sui contenuti prodotti da altre case di produzione. Netflix abbonati settembre 2018

Un problema di cui molti stavano discutendo, visto che in America tra fine anno e il prossimo, arriveranno due servizi streaming molto grossi, e concorrenti, da WarnerMedia e Disney, cosa che molto probabilmente causerà l’abbandono, almeno dal catalogo americano all’inizio, dei contenuti prodotti da quelle case di produzione.

Situazione che Netflix è sicuramente pronta ad affrontare, vista l’ingente quantità di contenuti che sta producendo. Ma un numero di produzioni originali così ingente è sufficiente a sostituire titoli anche vecchi, che hanno una certa popolarità a livello mondiale?

Si pensi a Friends, che molto probabilmente sarà uno dei titoli che Netflix, sempre in America almeno all’inizio, perderà dopo la nascita del servizio streaming Warner Media: secondo degli studi della Parrot Analytics, Friends è la terza comedy più popolare negli USA dopo The Big Bang Theory e Brooklyn Nine-Nine, stessa cosa anche nel Regno Unito.

Ted Sarandos a tal proposito ha dichiarato: “alcuni dei nostri prodotti più grossi, come Stranger Things, sono prodotti internamente, ma ancora acquistiamo tanti contenuti a licenza. Queer Eye, Fasterst Car, Nailed It, Sugar Rush: sono tutti programmi che la gente ama, e non avremo mai la necessità di rinegoziarene i diritti [sono serie prodotte internamente ndr].

Per Sarandos fare delle partnership con le reti pubbliche di ogni paese, può essere una buona strategia. Proprio come è accaduto con l’annuncio di ieri, che Netflix insieme a BBC, produrrà una miniserie su Dracula dai creatori di Sherlock: “… possiamo essere degli ottimi partner per le reti televisive pubbliche, e non, in giro per il mondo.

Quindi la sfida di Netflix, negli anni a venire sarà, non tanto aumentare solo il numero di produzioni originali, ma quella di trovare, tra queste, dei fenomeni globali che permetteranno al servizio di distinguersi.

Quei contenuti che la gente guarda la prima volta e li riguarda a ripetizione, e in più sarebbe meglio se questi contenuti fossero prodotti internamente, una necessità che i canali tradizionali in chiaro americani, hanno già da qualche anno.

Insomma una sfida che prima o poi includerà anche gli altri servizi streaming, soprattutto quando la scelta sarà talmente ampia che qualcuno dovrà restare fuori dalle scelte dei consumatori di contenuti televisivi.

Dire che amo le serie tv è abbastanza scontato visto che sono qui, è una passione che ormai è diventata ossessione, passando da 4-5 serie a circa 80 serie durante l'anno, forse... vabbè chi le conta più ormai. Per info e comunicati: info@dituttounpop.it