Recensione Bridget Jones’s Baby: il finale dell’ultimo baluardo di commedia romantica

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Recensione Bridget Jones’s Baby: il finale dell’ultimo baluardo di commedia romantica

“Caro Diario…” sono sempre iniziati così i capitoli delle disavventure della single più famosa della tv, Bridget Jones AKA Renée Zellweger. Ora che sono passati più di 10 anni, Bridget è tornata per sfogliare con noi spettatori il suo diario per l’ultima volta, su com’è essere single a 40 anni, e su cosa vuol dire avere un bambino dopo i 40.


Bridget ha raggiunto un peso forma ed è diventata una donna di successo sul lavoro, ma pur sempre impacciata, ed è nuovamente single dopo essersi lasciata con Marc Darcy (Colin Firth) perché non compatibili, o almeno così credevano entrambi. Caso vuole infatti che ci sia un doppio incontro sessuale con lui e, a pochi giorni di distanza, con un milionario conosciuto a un festival musicale, Jack Quant (Patrick Dempsey). Non c’è occasione di risentire entrambi, salvo quando scopre di essere incinta e la simpaticamente incisiva ginecologa (Emma Thompson, collaboratrice alla sceneggiatura del film) le fa capire che c’è il 50% di probabilità che uno dei due sia il padre del bambino.

La nostra zitella preferita si trova quindi non solo a dover affrontare un inaspettato capitolo della propria vita e a vedere il girovita allargarsi nuovamente, ma anche di fronte a un bivio amoroso come è stato ne Il diario di Bridget Jones e in Che pasticcio, Bridget Jones!. Chi scegliere fra i due pretendenti? Marc o Jack? La sicurezza di un amore passato ma forse non duraturo oppure le possibilità di un nuovo legame futuro? Rispetto a Daniel Cleaver – intelligentemente tagliato fuori dalla storia dopo che Hugh Grant non ha voluto partecipare al film causa sceneggiatura troppo distante dal romanzo della Fielding – Jack non è il bad boy mascherato da bravo ragazzo ma è attento e premuroso quanto Darcy. Come scegliere quindi? Ridendoci su e mettendoci il cuore, come ci ha insegnato questo capostipite della commedia romantica intelligente, dolce e anche un po’ sboccato come solo gli inglesi sanno fare con eleganza.

Menzione speciale per la guest star Ed Sheeran che si diverte un sacco a prendersi in giro come cantante, come già aveva fatto nella serie tv Undateable, e per la colonna sonora pop e romantica del film, a cui partecipa lo stesso cantautore britannico.

Bridget Jones’s Baby è il finale dell’ultimo baluardo di commedia romantica classica esistente fondata su un personaggio autentico in cui tutti ci possiamo riconoscere; quando si ride in modo sincero e frivolo, ma non per questo meno attuale e sofisticato allo stesso tempo. Saranno sicuramente corrette le proteste per l’essersi allontanati dal libro di partenza, ma una conclusione più nelle corde della Bridget Jones cinematografica non la potevamo sperare da spettatori della saga.

Bridget Jones’s Baby: l’edizione home video

L’edizione DVD di Bridget Jones’s Baby utilizza toni e colori dei primi due capitoli, formando un ottimo trio coi precedenti, e propone i contenuti speciali perfetti per l’occasione. Dal making of del film nelle varie fasi e nei vari aspetti: com’è il tornare sul set per i produttori, per Renée Zellweger e per Colin Firth? Com’è arrivare in una produzione rodata per le new entry Patrick Dempsey, soprannominato Mr Splendore dalla troupe (vi ricorda un certo Dr Stranamore?), quintessenza dell’americano contro l'”inglesità” di Firth, e Emma Thompson, anche co-sceneggiatrice del film? Tutto condito dalla visione al femminile della regista Sharon Maguire, conoscitrice del mondo di Bridget dal primo capitolo, e della Londra di Helen Fielding e di com’è cambiata in questi anni. Non mancano le scene eliminate che propongono una visione estesa interessante dell’epilogo di Bridget, soprattutto i due finali alternativi, e le papere dal set; stranamente manca il trailer della pellicola ma poco male. Un must have per gli appassionati del genere e non solo!