Recensione Florence Foster Jenkins: Meryl è Florence o Marguerite? – #RomaFF11

Ascolti Tv Domenica 4 agosto

Recensione Florence Foster Jenkins: Meryl Streep e Hugh Grant sono impeccabili, ma il film di Stephen Frears risente troppo del “precedente” Marguerite di Xavier Giannoli

Una differenza sostanziale del sistema legale americano rispetto a quello nostrano è la presenza e il conseguente possibile uso dei cosiddetti “precedenti”, ovvero casi deliberati in passato da giudici che da quel momento in poi possono essere utilizzati come esempio a favore della propria difesa o accusa, portando talvolta alla vittoria. Al cinema questa pratica non è tecnicamente utilizzata, eppure Florence Foster Jenkins, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016 e molto atteso per la presenza dei sempreverdi Hugh Grant e Meryl Streep, sarebbe una commedia impeccabile se non fosse proprio per un “precedente” cinematografico, e piuttosto recente, ovvero Marguerite di Xavier Giannoli, presentato l’anno scorso ad un altro Festival, quello di Venezia.


La storia è pressoché identica poiché si ispira alla stessa arista, la soprano realmente esistita che dà il titolo alla pellicola inglese, celebre per essere stata totalmente senza doti canore (interpretata dalla Streep, nel film francese col volto e la voce di Catherine Front). Una donna genuina d’animo e particolarmente generosa col mondo musicale d’elite di New York (o nel film di Giannoli con quello di Parigi), poiché nobile e ricca, che ha dedicato tutta la sua vita alla musica, la sua più grande passione. Solo che nessuno ha mai avuto il cuore di dirle che era una terribile cantante, proprio per la sua grande bontà d’animo (e di portafoglio). E’ sposata con un marito più giovane, St. Clair Bayfield (Grant), che le è totalmente devoto, nonostante viva in un appartamento in città con un’altra donna (Rebecca Ferguson); nel film di Giannoli il marito non era più giovane, ma era anch’egli fedifrago e non assecondava molto le aspirazioni artistiche della consorte.

St. Clair invece, da ex attore, appoggia il lato artistico della moglie e cerca di proteggerne il più possibile l’ingenuità – che si esprime anche attraverso i costumi esagerati delle sue esibizioni – nascondendole le recensioni negative e vigilando sul pubblico, selezionato e privato, della ristretta cerchia di amici benestanti che assiste alle sue performance, ben disposti ad assecondare i “capricci” della nobildonna (nel film di Giannoli questi compiti spettavano al fedele e voyeuristico maggiordomo). Ma quando Florence deciderà di volersi esibire in un concerto vero e proprio al Carnegie Hall e registrare un brano musicale affinché resti ai posteri, i risultati saranno davvero inaspettati, che sia nell’uno o nell’altro “adattamento”.

Il film presenta la recitazione impeccabile di Hugh Grant e di Meryl Streep ma anche della sorpresa Simon Helberg, incredibilmente a suo agio – dopo il successo televisivo di The Big Bang Theory e di alcuni progetti cinematografici più o meno significativi – a recitare accanto a due mostri sacri della commedia brillante. La regia di Stephen Frears (The Queen, Philomena) è impeccabile anch’essa, dimostrando tutto il rigore e l’aplomb del regista britannico nel dirigere un personaggio femminile dalla grande presenza scenica e dalla personalità complessa come già fatto nei suoi precedenti lavori. Chi ha già visto Marguerite, però, non riuscirà a passar sopra alle eccessive somiglianze fra i due lungometraggi, soprattutto perché realizzati ad un lasso di distanza fin troppo recente fra loro. Curiosità paradossale, come raccontato dalla Streep in conferenza stampa: in realtà l’approvazione per il loro progetto è avvenuta prima del film di Giannoli, ma la loro produzione è durata di più, venendo quindi presentati successivamente al pubblico.

Florence Foster Jenkins uscirà in Italia col semplice titolo Florence il 22 Dicembre 2016 su distribuzione Lucky Red.