Recensione Il diritto di contare: il black power al femminile di The Help arriva alla NASA.

recensione il diritto di contare

Recensione Il diritto di contare: il black power al femminile di The Help arriva alla NASA.

I numeri e i geni che li sanno comprendere come nessun altro hanno sempre affascinato la settima arte. Se poi quei geni sono anche il cosiddetto “sesso debole”, il cinema ci va a nozze. Se quelle menti superiori sono donne di colore, allora il grande schermo finirà in un brodo di giuggiole, facendo finire la pellicola dritta dritta fra i candidati agli Oscar 2017.


Il diritto di contare (in originale Hidden Figures), tratto dall’omonimo romanzo di Margot Lee Shetterly e diretto da Theodore Melfi, è la storia mai raccontata di tre donne particolarmente brillanti che lavoravano alla NASA e che aiutarono la Corsa allo Spazio americana negli anni ’60. Katherine Johnson (interpretata dalla star della serie tv Empire Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae) furono tra le fautrici della spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che riportò fiducia negli Stati Uniti a dispetto dei risultati ottenuti dai Russi.

Katherine, Dorothy e Mary sono mogli, madri ma prima di tutto donne intelligenti che si riveleranno più indispensabili di quanto i propri colleghi e superiori – un parterre di star tra le quali Kevin Costner, Jim Parsons, Kirsten Dunst – siano disposti ad ammettere ed accettare. Le tre pioniere sfideranno nel corso del film molte barriere, tanto di genere quanto del colore della pelle. Un modello d’ispirazione per generazioni, forti, fragili, dolci, determinate tanto quanto le loro interpreti.

È proprio nella sua stessa definizione che Il diritto di contare trasuda i propri difetti: il black power, il women power esasperati all’ennesima potenza fanno sorridere, intrattengono, ma non riescono a centrare in pieno il bersaglio di far emozionare lo spettatore a causa dell’atmosfera fin troppo patinata della storia raccontata. Le tre donne sono sempre impeccabili, dall’outfit alla cosa giusta da dire, mentre i “bianchi” del film sono inetti, non molto perspicaci e quasi sempre colti in difetto. Non c’è spazio per i grigi in questo film total black and white. Un racconto forse un po’ troppo didascalico, quasi un The Help versione NASA, pellicola con cui condivide l’interprete Octavia Spencer. È un film che intrattiene e centra il tema della discriminazione ma lo fa con un tale stile da renderlo meno efficace nel suo intento primario.

Il diritto di contare (in originale Hidden Figures) sarà al cinema dall’8 Marzo, in occasione della Festa della Donna, su distribuzione 20th Century Fox.