Recensione La Tartaruga Rossa: la potenza dei silenzi e delle immagini – #RomaFF11

recensione la tartaruga rossa

Recensione La Tartaruga Rossa: il film d’animazione di Michaël Dudok de Wit colpisce per l’utilizzo dei silenzi e delle immagini.

Qualcuno una volta ha detto che “il cinema è ancor di più cinema quando parla senza usare nemmeno una parola”. La Tartaruga Rossa (o The Red Turtle o La Tortue Rouge che dir si voglia) di Michaël Dudok de Wit prodotto dallo Studio Ghibli e presentato in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2016 potrebbe essere l’emblema attuale di questa affermazione.


Il lungometraggio animato del regista olandese, celebre per aver vinto nel 2000 l’Oscar col cortometraggio per immagini Father and Daughter, riesce a unire l’animazione giapponese di Hayao Miyazaki e Isao Takahata a quella europea, caricandola di molteplici significati e livelli di lettura. La storia è quella di un uomo, naufrago su un’isola deserta, che una volta affrontate le prime difficoltà di sopravvivenza cerca di lasciarla, non riuscendoci a causa di una tartaruga marina rossa che continua a distruggere le zattere che egli costruisce per poter fuggire e tornare a casa.

Proprio quando si arrende al dover restare sull’isola abbandonata da Dio e dagli uomini, l’arrivo misterioso di una figura femminile cambierà la sua prospettiva, facendo divenire la coppia una sorta di Adamo ed Eva che dovranno imparare a sopravvivere insieme e a continuare la specie. Un ciclo della vita degno de Il Re Leone che incontra (e si scontra) con la potenza di quello della natura – come quando un violento tsunami colpisce l’isola.

Il film è interamente senza dialoghi, una scelta coraggiosa e allo stesso tempo funzionale a dimostrare tutta la capacità espressiva e comunicativa dell’animazione e, per traslato, del cinema. Una poesia d’intenti che non può non emozionare e far riflettere gli spettatori, mettendoli di fronte a grandi domande esistenziali. Si analizza il nucleo familiare primario e ancestrale per parlare dei rapporti e delle relazioni di tutta l’umanità.

E’ affascinante l’uso che Dudok de Wit fa dei chiaroscuri e dei grigi, utilizzati per dipingere le sequenze notturne e quelle oniriche dei protagonisti. Gli animali sono presenti fin dal primo approccio dell’uomo con l’isola, a voler chiarire da subito l’importanza di entrambe le specie: sia l’uomo che la donna non hanno un nome e non è importante ce l’abbiano, quasi fungano da esempi per tutti. La Tartaruga Rossa è una grande soddisfazione dell’animazione attuale perché dimostra come con così poco si possa dire così tanto, come basti la semplicità più pura a volte per esprimere la più vasta gamma di sentimenti e concetti, lasciando agli spettatori il compito di interiorizzarli e tradurli, una volta tornati a casa.

Presentato a Cannes 2016 dove ha vinto il premio Un Certain Regard, La Tartaruga Rossa sarà al cinema in Italia il 27-28-29 Marzo 2017 per BIM Distribuzione.