Recensione La vendetta di un uomo tranquillo: c’è sempre tempo per vendicarsi

recensione la vendetta di un uomo tranquillo

Recensione La vendetta di un uomo tranquillo: c’è sempre tempo per vendicarsi nel film d’esordio di Raúl Arévalo.

Noto soprattutto per il ruolo del detective Pedro nel film La isla mínima, Raúl Arévalo esordisce alla regia con La vendetta di un uomo tranquillo (in originale Tarde para la ira), vincendo quattro premi Goya, tra cui miglior film, miglior regista esordiente e miglior sceneggiatura originale.


Questa specificazione iniziale serve a inquadrare l’opera prima del regista spagnolo fin dal suo titolo: una storia di vendetta, in cui in realtà non è mai troppo tardi per la rabbia. Siamo a Madrid nel 2015: la fidanzata Ana e il figlio sono in attesa che Curro esca di prigione. Otto anni prima fu l’unico di una banda di quattro criminali ad essere arrestato per una rapina in gioielleria.

Otto anni in cui José, un uomo chiuso e solitario, la cui fidanzata è stata uccisa proprio in quella rapina, ha meditato e progettato la propria vendetta. Otto anni in cui l’uomo, una persona tranquilla, si è trasformato in una macchina senza sentimenti pronta a uccidere, perché non ha più nulla da perdere. Al punto da intrecciare una strana relazione proprio con Ana, ignara di cui sia José in realtà, e col fratello di lei, gestore del bar che frequenta sempre più spesso, in un quartiere che non gli appartiene.

Curro vorrebbe iniziare una nuova vita una volta uscito dal carcere e lasciarsi alle spalle il passato criminale, ma la gestione della rabbia non è il suo forte e il passato, come spesso capita, tornerà prepotentemente a bussare alla sua porta, anzi la sfonderà; Ana vede in José la speranza di un futuro diverso, pur sapendo che visti i suoi obblighi di madre e moglie non potrà mai ottenerlo davvero; José al contrario non vede nulla davanti a sé, se non la vendetta e la rabbia che prova costantemente per ciò che gli è stato portato via senza alcuna giustificazione plausibile.

Il film gioca sulla tensione narrativa data dal piano di José che man mano si sviluppa davanti agli occhi dello spettatore, intervallata da momenti assolutamente comici, che stridono volutamente con il dramma che è alla base del racconto. Una dicotomia che Arévalo sfrutta appieno, per proporre una pellicola che nel suo epilogo trova il suo significato più profondo: forse non è troppo tardi per andare avanti.

La vendetta di un uomo tranquillo (Tarde para la ira) sarà nei cinema italiani dal 30 Marzo 2017 distribuito da BIM.