Recensione Les Amours Imaginaires: la verità è che Dolan non piace abbastanza

recensione les amours imaginaires

Recensione Les Amours Imaginaires: la verità è che Dolan non piace abbastanza

Quante volte vi è capitato di chiedervi se la persona di cui vi siete innamorati ricambia il vostro sentimento? Quante attese al telefono, aspettando che lui o lei richiamasse, oppure rispondesse al messaggio sul cellulare o all’email? Quanti incontri casuali (o resi tali) in modo da poterlo incrociare e capire perché non si è fatto/a più sentire?


È proprio su questi “amori immaginari”, che sono presenti più nella nostra testa che nella realtà, che gioca Les Amours Imaginaires, il secondo film dell’enfant prodige Xavier Dolan, datato 2010 e solo da poco arrivato anche in Italia direttamente in home video per Sound Mirror.

La pellicola è una grande preliminare dell’atto sessuale, che non si consuma mai per davvero, una lenta e bramosa tensione intellettuale e carnale che verrà ripresa in Tom à la ferme. Dolan dirige ed è anche interprete, nel ruolo di Francis, un ragazzo di Montreal che assieme all’amica Marie (Monia Chokri) si innamora dello stesso ragazzo, da poco arrivato a in città, Nicolas (Niels Schneider). Nicolas è un’adone dai riccioli biondi, come lo definiscono gli stessi due protagonisti: sguardo bambinesco e penetrante, modi ammalianti sia per l’uno che per l’altro sesso, da qui la confusione – e la rivalità – generata in Francis e Marie per conquistare il cuore – e il corpo – di Nicolas.

Se La verità è che non gli piaci abbastanza (2009) giocava sull’amore non corrisposto in tono da commedia americana qual era, Les Amours Imaginaires dipinge un quadro dannatamente più tragicomico, com’è l’amore quando si è giovani, vissuto nel modo più assoluto possibile. La relazione tra Francis, Marie e Nicolas più che essere a tre come in The Dreamers (2003) è un passo a due, costantemente sul filo del rasoio dell’incertezza, intervallata da momenti quasi documentaristici in cui Dolan riprende ragazzi e ragazze mentre raccontano il proprio rapporto con gli ex e con i propri “amori immaginari”, dell’attesa e della fantasia. Tutto raccontato attraverso una regia e una fotografia intrise dei colori caldi della passione e dei brevissimi momenti onirici dal sapore jeunetiano.

La colonna sonora, sempre attenta e studiata nei film di Dolan, qui raggiunge il suo apice di corrispondenza fra testo, note e ciò che si vede sullo schermo. Emblema in questo è Bang Bang di Dalida, che ritorna ciclicamente nella pellicola, quasi a ricordarci che l’amore può essere fatale. Les Amours Imaginaires è un ottimo esempio di cinema, che sa mescolare sapientemente un’esperienza universale attraverso le storie di tanti ragazzi e ragazze: sceglie in particolare tre giovani, raccontando un triangolo pericoloso, soprattutto quando si parla di amicizia e amore.