Recensione Song to Song: il mondo della musica secondo Terrence Malick

Recensione Song to Song: il mondo della musica secondo Terrence Malick. Con Michael Fassbender, Ryan Gosling, Rooney Mara e Natalie Portman.

Terrence Malick nei suoi film preferisce mostrare piuttosto che raccontare una storia. Le immagini sono per lui uno strumento più potente delle parole, spesso in voice over fuori sincrono. Dopo la guerra, il nuovo mondo, la famiglia, l’amore, lo showbiz, il regista esplora con Song to Song il mondo della musica, e lo fa ovviamente con il suo personale tocco stilistico.


Un tocco che può risultare ostico, didascalico, ma in realtà ha lo scopo di totalizzare lo spettatore in sala. Attraverso quella fotografia folgorante, quell’uso della luce prorompente, in questa ultima fatica cinematografica Malick sceglie di catturare i momenti dietro le quinte dei concerti, affollatissimi, caotici, girati per davvero ai festival di Austin, la capitale d’America della musica live. “C’è una specie di lotta interiore ad Austin: riuscire ad avere una vita moderna rimanendo, allo stesso tempo, fedeli a se stessi” ha dichiarato una delle “spalle” di Malick, Nicolas Gonda.

È proprio questo l’intento dei protagonisti: Faye (Rooney Mara) è una giovane musicista arrivata in città per ritrovare se stessa; qui conosce BV (Ryan Gosling), un musicista che sta avendo un’incredibile successo ma non dimentica le proprie origini e la famiglia nel paesino da cui proviene. Il successo lo ha avuto grazie all’amico di vecchia data Cook (Michael Fassbender), un produttore affermato che pensa di poter comprare tutto e tutti, e vuole provare e superare qualsiasi eccesso, dato che ha i mezzi per farlo. Tra i tre nasce un rapporto particolare e, quando BV e Faye si avvicinano maggiormente, Cook vorrebbe trovare lo stesso sentimento; lo cerca in Rhonda (Natalie Portman), una cameriera con problemi di denaro che vorrebbe aiutare la madre. Cook finirà per far soffrire l’unica persona a cui teneva davvero e BV e Faye rischieranno di dividersi per sempre.

Quella di Song to Song è una storia di amore, passione, tradimenti, relazioni, anzi sono tante storie in una. Non un passo a due come in To the Wonder, bensì una danza di gruppo, in cui le coppie si scambiano, formano, separano, ricompongono. Questo è l’aspetto che incuriosisce maggiormente Malick del mondo musicale: tutto è sentito fino all’estremo, e per questo vissuto in modo totale, come quando si è adolescenti e ogni cosa dev’essere assoluta. Tutto o niente. Proprio come i suoi film.

Fassbender ha dichiarato che “la troupe di Malick è come una folle banda di pirati che ti gira attorno nel tentativo di catturare i momenti di caos” ed è proprio questa l’inedita tecnica narrativa utilizzata per esplorare questo ambiente artistico. Sguardi rubati, subito prima di salire sul palco, o poco dopo, curiosando per vedere gli effetti sul pubblico. Un dietro le quinte documentaristico non tecnico, ma sentimentale, per così dire. È il privato che interessa a Malick, non la performance, paradossalmente: mostrare ciò che accade dietro e attorno al palco per raccontare ciò che esplode sopra di esso.

Proprio come le guest star cinematografiche in Knight of Cups, non potevano mancare quelle musicali in Song to Song: Patti Smith, Florence Welch, Iggy Pop, Flea, solo per nominarne alcune. Parole, quelle di Patti Smith a Faye, che sono proprio le sue, la sua filosofia di vita, la sua poetica artistica. La musica, da sempre importante nei suoi film, acquista qui un nuovo significato per il cineasta. Vedere per credere, ascoltare per capire. Parola di Terrence Malick.

Song to Song sarà nei cinema italiani dal 10 maggio 2017 su distribuzione Lucky Red.