Recensione The Affair Stagione 3: lettera d’amore (e tradimento) a The Affair

recensione the affair 3

Recensione The Affair Stagione 3: lettera d’amore (e tradimento) a The Affair. Nuovo capitolo per la serie di Showtime incerto ma ricco di spunti, non sfruttati appieno.

“Strana” è l’aggettivo che più si addice alla terza stagione di The Affair, la serie tv di Showtime acclamata da pubblico e critica nei primi due cicli. Complice il fatto che la stagione 2 aveva chiuso il cerchio della storia, complice il fatto che la 3 nell’intenzione iniziale degli ideatori Hagai Levi e Sarah Treem doveva essere il capitolo finale ma il telefilm è stato rinnovato per un quarto ciclo, c’è stata un po’ di confusione narrativa fin dalla premiere di stagione.


Un percorso che ha voluto mostrare le conseguenze della scelta di Noah (Dominic West) di prendersi la colpa al posto delle due donne della sua vita, l’ex moglie Helen (Maura Tierney) e l’attuale moglie-ex amante Alison (Ruth Wilson), per l’omicidio del fratello di Cole (Joshua Jackson), proprio quando quest’ultimo stava per scoprire di essere il padre della piccola Joanie. Non più flashforward come nelle prime due stagioni che mostravano l’affair del titolo e le indagini e il processo sull’omicidio di Scotty, bensì flashback sulla vita di Noah in prigione, dato che il racconto ricomincia tre anni dopo, una volta che lui è uscito.

Un racconto che si concentra forse fin troppo sul personaggio di Noah (il meno amabile della serie, ndr) e su ciò che l’uomo ha dovuto affrontare dietro le sbarre, ovvero un’apparentemente pericolosa guardia (un quasi irriconoscibile Brendan Fraser) e soprattutto un confronto con i demoni del proprio passato per far venire alla luce un terribile segreto di famiglia che lo tormenta da sempre.

Non solo: la terza stagione ha voluto mostrare anche le vere conseguenze dell’affair per tutti i protagonisti (figli e nuovi compagni compresi) e portarli a fare delle scelte “definitive” per la propria vita (coniugale e non). Ecco perché hanno acquisito maggior importanza Luisa (Catalina Sandino Moreno) e Vic (Omar Metwally), le nuove persone nella vita di Cole e Helen rispettivamente, tra alti e bassi.

C’è stata addirittura una new entry in questo senso, Juliette (Irène Jacob), inserita addirittura in aggiunta ai quattro punti di vista dei protagonisti con cui viene raccontata questa storia, ma solamente per due episodi. Un personaggio forse troppo poco incisivo quello della professoressa francese all’università dove trova lavoro Noah una volta uscito di prigione, per poter entrare nel cuore degli spettatori.

Ci sono stati nuovamente un affair (un riavvicinamento fra Cole e Alison ora che lui è sposato con Luisa) e un mistero (chi ha pugnalato Noah?) che hanno fatto da fil rouge a quasi tutta la stagione. Il nono episodio si è però dimostrato più risolutivo del finale (Game of Thrones style), con Helen in gran forma che si conferma il miglior personaggio di tutta la serie (e meritevole di vincere qualche premio oltre che di entrare in nomination, ndr).

The Affair Stagione 3 è stata quindi una delusione? In parte. La scrittura è rimasta la sua forza letteraria, dialoghi non banali e rivelatori dei dilemmi interiori dei protagonisti e di ciò che l’affair ha davvero significato per loro, quasi un punto della situazione e riassunto delle scelte precedenti. Forse un po’ ridondante, non essendo stata questa un’ultima stagione e avendo lasciato il racconto in sospeso nel finale in maniera fin troppo incerta. Una sorta di redenzione per Noah come padre dopo che aveva fallito come marito, senza però risoluzione vera e propria, ancora una volta.

Il sesso è rimasto la sua chiave per leggere i personaggi e il loro mondo, per raccontarceli tra errori, fragilità e complicazioni e il doppio punto di vista ci ha nuovamente ricordato, anche senza interrogatori per un caso di omicidio, quanto ognuno di noi alteri la realtà quando vuole raccontarla, o semplicemente ricordarla a se stesso. Ora resta da capire cosa faranno gli autori per la quarta – e a questo punto si spera ultima – stagione, per dare una conclusione degna ad un racconto che ha fatto dell’originalità il suo punto di forza, perdendosi poi lungo la strada. Ci possiamo sentire traditi come spettatori, ma resta ancora un pizzico di passione nel dare fiducia agli autori per l’ultima volta.

La terza stagione è andata in onda in contemporanea Usa su Sky Atlantic ed è stata già rinnovata per una quarta in onda a fine 2017 su Showtime.