Recensione The Good Doctor: una sorpresa per chi non ama il genere

stasera in tv martedì 14 agosto

Recensione The Good Doctor: la serie con protagonista Freddie Highmore e di ABC, può essere una bella sorpresa per chi non ama il genere.

Possiamo dire che da lunedì la stagione televisiva è a regime, sono molte le serie che debutteranno da qui alle prossime due settimane, e tra queste c’era The Good Doctor, una serie in onda su ABC, che ha già sorpreso tutti grazie agli ottimi ascolti del suo debutto (ne parliamo qui).

The Good Doctor Racconta la storia di Shaun Murphy (interpretato da un perfetto Freddie Highmore, inutile ribadirlo), un giovane chirurgo affetto dalla sindrome di Savant, che sarà ingaggiato da un ospedale prestigioso, il San Jose St. Bonaventure Hospital. La domanda che si pone la serie è: una persona che non ha la capacità di relazionarsi con le persone, può salvare realmente delle vite?

E’ proprio questa la premessa dello show, e nel pilot i vari dirigenti dell’ospedale in questione, si pongono questa domanda quando devono decidere se è il caso di assumere Murphy o meno. La serie è stata creata da David Shore (il creatore di House) che veste i panni di produttore insieme a David Kim, Sebastian Lee, Erin Gun, Seth Gordon e Lindsay Goffman. Nel cast oltre al già citato Freddie Highmore, troviamo: Antonia Thomas, Nicholas Gonzalez, Chuku Modu, Hill Harper, Richard Schiff e Beau Garrett.

Screen con Freddie Highmor di The Good Doctor
Recensione The Good Doctor 1×01

Prima di continuare bisogna fare una premessa, non ho mai visto un medical drama in vita mia (a parte qualche episodio sparso o dei pilot), non è il mio genere, visto che credo siano alla stregua dei procedurali, con il paziente che entra in ospedale, il medico che fa la magia, e salva la vita, o ogni tanto non ci riesce: scontati e ripetitivi. Ma forse erano solo pregiudizi, perchè The Good Doctor, anche se rischia di allinearsi al modello standard negli episodi a venire, ha un pilot veramente forte, è forse un po’ scontato, ma mi ha coinvolto così tanto che per la prima volta in una serie del genere, non ho neanche guardato quanto mancava alla fine dell’episodio.

Il pilot mette le basi per un racconto che sembra meno scontato rispetto a quello che avevo preventivato, non è solo la solita storia del genio che risolve casi, ma quel genio in questo caso ha un passato molto interessante, che nella serie viene raccontato attraverso dei flashback, che smorzano un po’ la staticità del genere, e rendono più godibile e scorrevole la visione. E quei flashback, forse, rispondono a quella domanda che si pone la serie, e in modo affermativo.

Quindi sì, The Good Doctor per me è stato una sorpresa, come potrà esserlo anche per qualsiasi altra persona che vuole uscire dal proprio “spazio sicuro”, quello formato dal suo genere preferiti, e imbarcarsi in una serie che sembra avere tutte le carte per intrattenere e soprattutto emozionare.