Recensione Ti amo Presidente, quando un grande amore diventa una grande noia

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Recensione Ti amo Presidente: il film che poteva essere amore ma si scopre essere un calesse

Arriva al cinema Ti amo Presidente il film che vuol far battere, ancora una volta, i cuori di coloro che non hanno saputo resistere al fascino dell’ormai ex coppia presidenziale formata da Barack e Michelle Obama.


Mentre gli Stati Uniti d’America e il mondo intero sono alle prese con la fresca e discussa elezione di Trump a prossimo inquilino della Casa Bianca, Richard Tanne firma la regia di un film che ha già il sapore di un ricordo nostalgico solo a guardare la locandina.

Pur parlando di una coppia presidenziale questo film non ha alcuna ambizione politica ma prova a raccontare la nascita di una tra le coppie più potenti e glamour degli ultimi anni. Prova ma non ci riesce. O meglio, ci riesce in piccolissima parte.

Prima di parlarvi del film non posso però sottrarmi dal fare un piccolo mea culpa. Al termine della proiezione ho lasciato che fosse la mia pancia a partorire sensazioni che non hanno saputo aspettare quella necessaria rielaborazione razionale che ha come risultato la stesura di una recensione. Insomma per dirla come la direbbe mia madre non ho collegato il cervello con la bocca e una volta che le luci in sala si sono riaccese, preda di un flusso di coscienza inarrestabile, ho esclamato: “ma Barack ha visto questa cosa?”.

Mi perdonerà l’ormai ex Presidente per questo eccesso di confidenza ma la delusione ha avuto la meglio nonostante l’ilarità che la mia esclamazione ha provocato tra gli astanti. Recuperata la razionalità la delusione non è sparita ma sono riuscita a ridimensionarla e a salvare solo alcuni aspetti dell’opera del regista esordiente Tanne.

Prima di tutto: questo non è un film sull’amore tra Barack e Michelle Obama. Questo è un film sul primo appuntamento tra i due. L’amore è venuto dopo ma non ci è concesso sapere i perché, i come, i quando e il dove, se non attraverso ciò che i media passano. Il film di sicuro non lo racconta ma si ferma e sofferma sul momento in cui tutto ha avuto inizio.

Un primo appuntamento che pesca un po’ dalla realtà e un po’ dall’immaginario in cui la ricostruzione della giornata è così capillare da risultare asettica, quasi del tutto priva di sentimento. L’eccesso di attenzione nei confronti del panorama circostante e degli eventi fanno dilatare sin troppo i tempi perdendo di vista i due protagonisti, i loro pensieri, le sensazioni ed emozioni che li muovono, con il risultato che no: con questo film non impareremo a conoscere meglio Barack e Michelle prima che diventassero i signori Obama.

Non impareremo a conoscerli anche perché il film sembra partire con slancio ma andando avanti i dialoghi diventano piatti e noiosi.

Lui, Barack, interpretato da Parker Sawyers premiato per la forte somiglianza con il Presidente (punto a favore per Tanne), illumina d’immenso il film in un solo momento: quando tiene il discorso davanti alle persone riunite in assemblea nel quartiere che lui e Michelle visitano per assistere al confronto tra i cittadini (altro punto a favore per Tanne). Stop.

Qualche moto di tenerezza per Barack lo si ha poi quando rievoca la figura di suo padre, racconta del rapporto con la madre e con i nonni che l’hanno cresciuto e di come ha trascorso la sua infanzia da “diverso” in virtù delle sue origini. Forse qualcosa in più conosciamo di Michelle, la futura first lady interpretata da Tika Sumter, che oltre all’iniziale ritrosia verso il corteggiamento del collega Barack mostra una forte determinazione e un piglio deciso nel voler riscattare la sua figura di donna e donna nera in un mondo del lavoro americano che doveva fare i conti (e deve ancora farli!) con le discriminazioni di genere.

A guardare il film di Tanne, se non si conoscesse la storia recente, si potrebbe pensare che chi diventerà Presidente sarà lei più che lui.

Nota di merito (terzo punto a favore di Tanne) per i costumi, le musiche e l’atmosfera di quel magico giorno d’estate del 1989 che segnò l’inizio della storia.

Insomma questo film poteva essere amore ma quando si riaccendono le luci in sala si scopre essere un calesse.

Ti amo Presidente è in sala dal 17 Novembre 2016 su distribuzione Microcinema.