Recensione Una Mamma per Amica – Di nuovo Insieme: è tutto uguale, tranne le persone

Recensione Una Mamma per Amica su Netflix

Recensione Una Mamma Per Amica / Gilmore Girls: un revival realizzato per i veri fan, una finestra nel mondo di Stars Hollow dove tutto è uguale, a parte le persone.

Recensione Una Mamma per Amica su Netflix – Ieri Netflix ha rilasciato, dopo mesi di attesa e aspettative altissime, il revival di Una Mamma Per Amica, composto da quattro film di 90 minuti ambientati ognuno in una stagione dell’anno: si parte dall’inverno e si continua con la primavera, l’estate e infine l’autunno.


Gilmore Girls: A Year in the LifeCon il revival i fan hanno avuto la possibilità di tornare a Stars Hollow dove, vivono ancora i loro personaggi preferiti. Per il revival infatti sono tornati, oltre ai protagonisti: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop e Scott Patterson anche Milo Ventimiglia (Jess), Jared Padalecki (Dean), Matt Czuchry (Logan), Yanic Truesdale (Michel), Sean Gunn (Kirk) e Keiko Agena (Lane), Melissa McCarthy (Sookie).

Premessa: ho sempre visto episodi e stagioni sparse della serie in passato senza una continuità, così a caso, quindi visto che Netflix a luglio ha rilasciato le vecchie stagioni, ho deciso di recuperarla nel giusto ordine, diciamo quindi che il mio approccio al revival non è esattamente identico a quello di un fan che ha aspettato 10 anni.

Una Mamma per Amica: un commento

Il revival è per i fan: aveva il compito di portare in scena tutti gli elementi della serie (i lunghi discorsi, le liti, la città, i suoi abitanti e le loro strambe usanze) e c’è riuscito, Stars Hollow infatti ha vissuto in una cupola e non è cambiata assolutamente. A cambiare però sono i personaggi principali, sono passati 10 anni quindi si cresce e il cambiamento è inevitabile, anche se in realtà noi non abbiamo assistito a questo cambiamento.

Se andassimo a guardare il revival con una lente d’ingrandimento, sicuramente notiamo degli errori e delle imprecisioni (che non sto qui a elencare), errori forse legati al formato che hanno scelto: i 4 film, che hanno costretto a raccontare una storia molto approssimativa perchè non c’era tempo, e forse per questo motivo, Una Mamma per Amica è proprio la tipica serie “da televisione”, che va scritta tenendo conto delle pause pubblicitarie e delle stagioni lunghe, perchè 4 film sicuramente non sono sufficienti (in termini di minutaggio) a raccontare una storia completa, o quanto meno il più completa possibile, quindi bisogna dare per scontato molte cose, e lasciare che gli eventi accadano così… quando servono e forse un po’ a caso.

Considerando che il mio non è il parere di un fan che ha aspettato 10 anni, per me il revival di Una Mamma per Amica si può riassumere così: ci sono le prime sette stagioni e si è chiusa una porta, poi arriva il revival, che invece apre una finestra nelle loro vite, ci si affaccia alla finestra per guardare cosa succede, ma c’è qualcosa che non va: i personaggi sono cambiati e tu non hai assistito a questi cambiamenti, non sai infatti cosa è successo nei 10 anni precedenti, quindi li trovi diversi ma continui a guardare dalla finestra, forse anche un po’ spaesato perchè sai che tutto non può essere uguale a prima, ma anche un po’ contento perchè hai l’opportunità di rivederli, fino a quando la finestra non si richiude e le loro vite continuano, e anche la tua.

Continuate a leggere dopo l’immagine, solo dopo aver visto il finale

Recensione Una Mamma per amica revival

La serie si chiude con un finale un po’ prevedibile, quasi tutti avevano previsto una gravidanza, ma nonostante ciò è l’unica fine che potevamo aspettarci. Rory adesso dovrà crescere questo bambino da sola, a 32 anni, (lo deduciamo dalle domande che ha fatto al padre, Christopher, prima della scena finale) e la storia si ripete, il cerchio della vita si ripete, ma con nuovi protagonisti.

Con le quattro parole finali si chiude un capitolo della loro vita e adesso ne inizia subito un altro, non poteva andare diversamente, non potevamo aspettarci un finale banalissimo e chiuso, perchè la loro vita continuerà anche se noi non la vediamo, almeno fino al giorno in cui decideranno di aprire un’altra finestra.