The Good Doctor, rinviato l’avvio delle riprese, nel primo episodio si parlerà di Covid-19

The Good Doctor 3
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The Good Doctor da un lato il Coronavirus sarà inserito nel primo episodio, dall’altro impedisce l’avvio delle riprese

Il Coronavirus è al centro dei pensieri di tutti in tutto il mondo. Tra lockdown e crisi economica è impossibile non fare i conti con la pandemia. Ed è così anche per il settore delle serie tv, con i set che stanno provando a ripartire (ma a volte rischiano la chiusura) e nuove storie da adattare al periodo che stiamo vivendo.

The Good Doctor si aggiunge all’elenco di serie tv medical drama che tratteranno il tema Covid-19 appena riusciranno a tornare in onda, Grey’s Anatomy, The Resident e New Amsterdam hanno già annunciato che faranno lo stesso. Una pandemia che arriverà dopo il catastrofico terremoto che ha sconvolto il finale della scorsa stagione.

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Intanto però la serie dovrà cercare di tornare sul set e anche in questo caso il Coronavirus è al centro dei pensieri della produzione. Infatti The Good Doctor sembrava dovesse essere una delle prime serie tv broadcast a ripartire con le riprese che sarebbero dovute iniziare la prossima settimana. Ma secondo quanto riporta deadline tutto è stato rinviato.

La serie tv, prodotta da Sony, viene girata a Vancouver nel territorio della British Columbia che è stato particolarmente efficace nel contenimento della pandemia, proprio per questo la produzione aveva predisposto tutta una serie di protocolli per permettere il via libera alla produzione.

Gli attori e i membri della produzione erano già in Canada per i 15 giorni di isolamento obbligatori per chi arriva dagli Stati Uniti ma sarebbero stati “liberati” per dei contrasti tra i diversi protocolli da effettuare con le riprese che sono quindi state rinviate a data da destinarsi. Il problema nascerebbe da uno scontro tra protocolli del sindacato degli attori americano e quello canadese. Infatti se da un lato gli americani vorrebbero che i propri attori fossero sottoposti ogni settimana ai test, il sindacato degli attori canadesi, è contrario a test così invasivi e continui sottolineando come tutti quando possibile siano obbligati all’obbligo di mascherine e che chi arriva dall’estero è isolato per 15 giorni.

Un altro problema sarebbe relativo a chi realizza questi test. Infatti gli studios americani si stanno per lo più rivolgendo a laboratori privati e questo per i sindacati canadesi potrebbe portare a una violazione delle leggi locali sulla privacy.

Naturalmente risolvere questo stallo sarebbe utile anche per tutte le altre produzioni da A Million Little Things a Charmed da Mighty Ducks a Supernatural che stanno aspettando di iniziare a girare a Vancouver e dintorni. E c’è già chi tra gli addetti ai lavori inizia a sospettare che gli studios potrebbero infastidirsi della situazione e trovare un’altra zona dove girare queste serie di lunga durata.

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