Titolo V Rai 3 lancia un nuovo programma d’informazione con al centro le regioni

titolo quinto

Titolo Quinto il programma di approfondimento del venerdì di Rai 3 con Francesca Romana Elisei e Roberto Vicaretti, al centro l’autonomia regionale

Nonostante il flop di Seconda linea al giovedì non si spegne la voglia di programmi d’informazione in tv. Così da venerdì 23 ottobre ci prova anche Rai 3 con Titolo Quinto con rimando diretto a quella parte della Costituzione che riguarda gli enti locali e l’autonomia regionale.

Governo, Regioni, Comuni, Città metropolitane… chi governa – o chi comanda – in Italia? Parte da qui Titolo V con Francesca Romana Elisei e Roberto Vicaretti, provando a farsi strada in una serata in cui programmi informativi politici non sono presenti (ma in cui l’offerta è particolarmente ricca). Il programma ha una formula inedita e provando a rappresentare anche visivamente la natura del programma fuori dalla centralità romana, avrà due studi: a Napoli con Francesca Romana Elisei e a Milano con Riboerto Vicaretti.

Dalla mancata chiusura ai primi di marzo di Alzano e Nembro – i due comuni della Val Seriana per primi terreno di scontro tra Governo e Regione Lombardia – ai ripetuti conflitti di competenza prima sulla riapertura delle scuole, e ora sulla nuova loro chiusura in Campania decisa dal Presidente della Regione in contrasto con il ministero dell’Istruzione; dall’ordinanza scaccia-immigrati del Presidente della Regione Sicilia, a quella sui tamponi obbligatori per entrare in Sardegna; e poi gli orari delle discoteche in estate, quelli di bar, pub e ristoranti in autunno, gli ospedali Covid e la babele dei tamponi, la riapertura degli stadi e il campionato di calcio messo in crisi da una Asl… Governo da una parte, Regioni e autonomie locali dall’altra, in ordine sparso…

La crisi sanitaria, economica e sociale determinata dal Coronavirus è stata il detonatore che ha portato alla luce tutti i nodi irrisolti del delicato, spesso conflittuale, rapporto tra potere centrale e autonomie nel nostro Paese. Tutto questo è legato al Titolo V?

Forse non soltanto, ma di sicuro la Riforma del 2001 di quella parte della Costituzione che, delegando a regioni e province autonome l’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari, puntava ad un federalismo solidale, ha finito per generare 21 sistemi sanitari differenti in una frammentazione che ha reso l’accesso e la qualità di servizi e prestazioni sanitarie profondamente diversificata e iniqua.

Nord o Sud, pubblico o privato, destra o sinistra: dialettiche tradizionali che sembrano insufficienti a descrivere la realtà del Paese nell’emergenza Covid. E nei continui braccio di ferro tra Regioni e Stato centrale quanto pagano i cittadini? Chi e come gestirà i soldi del Recovery Fund? E quelli del Mes, se mai dovessero arrivare? E poi scuola, lavoro, infrastrutture…