Zombies, recensione del nuovo original movie targato Disney Channel

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Sono lontani i tempi in cui i vari Gabriella e Troy e i loro musical scolastici basati sulle storie d’amore la facevano da padrone su Disney Channel. Passano gli anni e anche il canale teen per eccellenza deve adeguarsi alle mode e ai vari trend che impazzano tra gli adolescenti del 2018.

Zombies infatti, il nuovo original movie del canale – in onda in prima tv in Italia dal 22 settembre – sfrutta la struttura canonica dei prodotti musical più noti del canale ma, a differenza di essi, sposta l’attenzione su una storia diversa.

Facciamo un passo indietro, il film è ambientato a Seabrook, una tranquilla cittadina conformista, cinquanta anni dopo l’apocalisse degli zombie causata da un esperimento farmaceutico fallito. Oggi, gli zombie non rappresentano alcuna minaccia, ma vivono a Zombietown, quartiere isolato e permeato dalla loro creatività. Quando finalmente vengono ammessi al liceo cittadino, l’affascinante e carismatico zombie Zed, determinato a giocare a football, incontra la matricola Addison che invece vuole diventare una cheerleader.

Per questo orginal movie non si tratta più, quindi, del rapporto amoroso (High School, Camp estivo etc.) contrastato da amicifamigliaamicidiamicicuginietc. come nelle più classiche storie letterarie [vedi High School Musical]bensì “dell’integrazione” e l’accettazione degli zombie/del diverso, questa volta un po’ pallidini e con i capelli verdi.

Zombies vs. Normali, non più i non-morti come la cinematografia degli ultimi 70 anni ci ha abituato ma persone controllate da un aggeggio elettronico fornito dal governo – e che mangiano verdura – in grado di co-abitare civilmente. Se per il papà degli zombie, tale signor Romero, gli zombie erano un espediente di forte critica alla società, Disney tenta di lanciare un messaggio sociale per i giovani spettatori.

La pellicola usa l’espediente del rapporto tra i protagonisti per cercare di far passare un messaggio di tolleranza verso gli altri, che il diverso non è per forza una cosa negativa e che tutti possono vivere con tutti nel rispetto reciproco. Sicuramente l’intento è lodevole e, per il target di riferimento di questa pellicola, va benissimo come narrato anche se, di fatto, la trama non brilla sicuramente di originalità.

Cheerleader che vogliono salvare il mondo (?) e giocatori di football come nel più classico clichè delle storie ambientate in un istituto scolastico nonché l’eterna lotta tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato; Zombies mette in scena un mix di citazioni, personaggi e situazioni a lieto fine.

Le coreografie presenti nel film sono firmate da Christopher Scott, già coreografo di So You Think You Can Dance e Teen Beach Movie.

Nel complesso, comunque, Zombies è una pellicola godibile, leggera e fa bene il suo: intrattenere un giovane pubblico.