C’è un genere televisivo che non muore mai ed è destinato a durare nel tempo ed è quello dei gialli (o crime per evitare di usare la dicitura italiana) whodunit-chi è stato, Agatha Christie – I sette quadranti dal 15 gennaio 2026 su Netflix ne è l’ennesima dimostrazione. La miniserie in tre puntate, nel formato tipico delle produzioni inglese di questo genere, è l’adattamento del romanzo omonimo The Seven Dials Mystery in originale, che la regina del giallo ha scritto nel 1929 come seguito di Il segreto di Chimneys in cui veniva introdotto il personaggio di “Bundle” Lady Eileen.
L’adattamento, approvato dalla famiglia Christie, è stato realizzato da Chris Chibnail, ricordato e apprezzato soprattutto per Broadchurch, vede nel cast Mia McKenna-Bruce nei panni della protagonista, Helena Bonham Carter in quelli di sua madre e Martin Freeman in quelli dell’ispettore Battle.
Durante una delle tante feste in una casa di campagna nell’Inghilterra del 1925, uno degli invitati, amico di famiglia, muore dopo uno strano scherzo. Mentre l’ispettore inizia a indagare con i suoi metodi, la giovane Bundle decide di impegnarsi in prima persona nelle indagini scoprendo tutta una serie di segreti sepolti e un complotto impensabile.

I sette Quadranti per gli amanti di Agatha Christie
Gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie hanno sempre il loro fascino. Sono uno dei prodotti più realizzati nel Regno Unito da autori inglesi, forse gli unici in grado di dare le giuste sfumature ironiche, presenti anche nei romanzi, perché parte integrante del loro Dna. Nonostante non ci siano né Miss Marple nè Hercule Poirot, I Sette Quadranti non delude le aspettative dei fan del genere grazie al solito mistero ben costruito e apparentemente inspiegabile (i delitti nelle stanze chiuse sono un grande classico del mondo Christie). La protagonista, interpretata da Mia McKenna-Bruce, regala alla serie un gusto più giovane, fresco con l’intento di portare un pubblico diverso ad avvicinarsi a questo genere, senza però scontentare gli adulti (e le presenze di volti sicuri come Bonham-Carter e Freeman in questo senso aiutano).
Per questo I Sette Quadranti risulta essere un’operazione riuscita, che bilancia la voglia di ringiovanire il mondo di Christie con la sua tradizione consolidata. Tutto però appare quasi fin troppo perfetto, studiato, preparato, trasformando l’eleganza e raffinatezza del mondo Christie in una plastica coprente che finisce per uniformare il tutto perdendo guizzi e sorprese. Un buon prodotto cui manca una spinta davvero decisiva. Voto 6.5 Riccardo Cristilli

Una serie bella ma che non balla
Il 12 gennaio appena trascorso ha segnato l’anniversario dei cinquant’anni dalla morte di Agatha Christie: quale miglior occasione dunque per Netflix? Far uscire questa serie a ridosso di questa data cavalcherà uno dei tanti trend del momento: stanno fiorendo bookclub sulla regina del crime, gruppi di lettura, eventi e occasioni “social” per celebrarla, ma nonostante la freschezza della protagonista della serie, non so se e quanto questa novità conquisterà il pubblico più giovane. I Sette Quadranti dura tre puntate, il tempo di guardarla e dimenticarla, nonostante sia una serie deliziosa.
Impeccabile nella fotografia, nella scenografia e nei dialoghi; lineare e nello stile Christie nello sviluppo dell’intreccio; cozy al punto giusto per chi ama i crime con “protagoniste femminili forti” – come potrebbe definirla Netflix in una delle tante stringhe editoriali che mette in homepage. Una serie che fa il suo dovere senza troppe pretese, che ha un calo di ritmo a metà del secondo episodio, ma che con un finale studiato ad arte apre le porte a un proseguo ambizioso. L’ho vista, l’ho trovata carina, sono passata ad altro senza pensarci troppo. Voto 6.5 – Giorgia Di Stefano
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Riccardo Cristilli - 6.5/10
6.5/10
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Giorgia Di Stefano - 6.5/10
6.5/10
Summary
I Sette Quadranti di Agatha Christie è un giallo convenzionale, tipico del mondo Christie con buoni interpreti e una protagonista che dona freschezza al tutto
Voto:
6.5/10