Ultimo appuntamento con l’undicesima stagione di 4 Ristoranti con Alessandro Borghese che è a Torino al cospetto delle Alpi e lungo le sponde del fiume Po per indagare le radici di una tradizione culinaria fatta di sapori autentici e accoglienza sincera, in una città dal fascino elegante e riservato che nel corso dei secoli ha saputo reinventarsi, riuscendo a essere allo stesso tempo solenne e creativa, proprio come la sua cucina tipica.
Quattro ristoratori hanno accettato di sfidarsi nell’ottava puntata in onda il 25 febbraio su Sky Uno e NOW in prima serata, disponibile anche on demand per trovare il miglior ristorante di pesce di Taranto vecchia. Il format è sempre lo stesso del programma Sky Original realizzato da Banijay Italia: quattro ristoratori, di una stessa zona, si sfidano a colpi di gusto e originalità per aggiudicarsi il titolo di migliore in una determinata categoria e ottenere l’agognato e inconfondibile “dieci” dello chef.
Ciascun ristoratore invita nel proprio locale gli altri tre pretendenti accompagnati da
chef Alessandro Borghese, che non rinuncia alla sua scrupolosa ispezione nella cucina
del locale per assicurarsi che gli elevati standard della ristorazione vengano rispettati
senza tralasciare alcun dettaglio. I commensali prima commentano le portate che assaggiano e poi stilano la propria pagella assegnando un punteggio da 0 a 10 a location, menu, servizio e conto del ristorante, oltre alla quinta categoria, differente in ciascuna puntata. Solo alla fine di tutto vengono scoperti i voti di Borghese. Di seguito i partecipanti della puntata a Reggio Calabria e in fondo lo spoiler sul vincitore.
4 Ristoranti a Torino
Tra le vie ordinate del centro storico di Torino, le zone della movida resistono ancora locali genuini e familiari, le piole, versioni torinesi delle classiche trattorie. La nuova puntata della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, infatti, punterà i riflettori su questi luoghi in cui la tradizione si tramanda tra tovaglie a quadretti e piatti tipici. Nati come punto di ritrovo per bere un bicchiere di vino e giocare a carte, nel corso dei decenni hanno introdotto un tipo di ristorazione casereccia, oggi più che mai legata alla maestosa tradizione culinaria piemontese.
Nei menù, infatti, non mancano mai i capisaldi come l’antipasto misto piemontese, gli agnolotti in sugo d’arrosto, i brasati, la finanziera e la bagna cauda. Ma conservare l’autenticità delle piole tradizionali e proporre la vera cucina piemontese a prezzi contenuti è tutt’altro che semplice e molti ristoratori aggiungono un tocco gourmet per offrire un servizio più raffinato. Lo Alessandro Borghese, dunque, ha un compito ben preciso: eleggere la miglior piola di Torino.
Il piatto special
A Torino i riflettori saranno puntati sul piatto principe della cultura locale, il vitello tonnato, una delle specialità più iconiche e antiche del Piemonte, che sancisce l’incontro tra terra e mare grazie a una salsa tonnata a base di tonno, capperi e acciughe che – con maionese o senza a seconda della propria tradizione familiare – si integra armoniosamente a tenerissime fettine di vitello.
I 4 ristoranti in gara
- Marco per Trattoria del Falabrach, locale autentico e accogliente che riporta indietro nel tempo. L’insegna e le porte in legno evocano le piole torinesi di una volta, la sala è piccola ma calorosa, le sedie colorate e le tovagliette di carta creano un ambiente rustico e familiare, dove ci si sente subito a proprio agio. Marco, titolare e responsabile di sala, vuole proporre un luogo di convivialità e memoria in cui ci si sente parte di una grande famiglia.
- Roberto per La Piola Sabauda, elegante trattoria che emana calore e accoglienza grazie a muri in pietra, bottiglie di vino esposte, carta da parati retrò, antiquariato e arredo d’atmosfera. Roberto, titolare e “oste moderno”, porta avanti la sua idea di piola gourmet. Le foto di famiglia alle pareti fanno sentire gli ospiti parte della sua storia, come fossero invitati a casa sua per condividere ricordi, convivialità e sapori, sempre fedeli al territorio.
- Francesca per Trattoria Cecere, piola storica degli anni ‘60 con un’atmosfera calda e rustica che, grazie a tovagliato a quadri, sedie in legno e mise en place informale, offre un senso di familiarità. Le pareti affrescate rendono omaggio alla città di Torino, mentre quadri, piattini decorati e arredi d’epoca raccontano la storia di questo luogo ricco di memoria. Francesca, titolare e cuoca, propone un inno alla tradizione con ricette autentiche provenienti dai suoi ricordi di famiglia. Il rispetto delle radici è alla base, ma non mancano piccole libertà creative;
- Marco per La Piola di Reaglie, storico locale aperto nel 1911 ai piedi delle colline torinesi, in una cornice che unisce storia e tradizione. L’atmosfera calda e autentica fa rivivere il fascino senza tempo di un luogo che ha visto passare generazioni di torinesi: tavoli in legno e mise en place rustica raccontano un’idea di convivialità genuina e fatta di gesti sinceri e sapori di casa. Marco, titolare e socio, propone un menu radicato nella tradizione piemontese, con una forte attenzione ai sapori genuini e ai prodotti locali.
Spoiler vincitore
Dopo la foto il nome del vincitore quindi se non volete spoiler su 4 Ristoranti non continuate nella lettura.
A vincere, anzi stravincere la puntata è stato Marco della Paiola di Reaglie che ha ottenuto 114 punti soltanto tra i ristoratori, distanziando l’altro Marco e Roberto il professore della puntata, prolisso e sempre attento alla tradizione.
