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Amelia: in autunno il disco d’esordio

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Amelia, in autunno esce il suo album d’esordio. (Intervista)

Lorenzo Di Pasquale, in arte Amelia, è un cantautore abruzzese classe 1990. Archiviati i suoi precedenti progetti musicali, nel 2017 pubblica il suo EP d’esordio Usa e getta, autoprodotto da La Maison Electrique di Davide Grotta. A giugno 2018 esce Chili, il suo primo singolo nato dalla collaborazione con lo studio di produzione ALTI Records. A settembre esce il featuring con Vittorini, Ci vediamo là, brano che parla della città de L’Aquila e che diventa subito virale su diversi giornali e webzine abruzzesi.

Nel 2018 si dedica a un’intensa attività live (in solo e con la band) che copre tutto il centro Italia e che lo vede condividere il palco con diversi artisti importanti come Mirkoeilcane, Lorenzo Kruger, Marco Morandi, Filippo Graziani, Giorgio Ciccarelli. Melodie e ritornelli da urlare al cielo sono i cavalli di battaglia di una musica a tinte agrodolci che trae ispirazione da scene di vita quotidiana, oscillando tra il dolce e l’amaro, passando per brevi tratti d’ironia. Il 14 giugno 2019 è uscito Atomica, il nuovo singolo che anticipa l’album d’esordio, previsto per il prossimo autunno

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Lo abbiamo incontrato per fare quattro chiacchiere con lui e scoprire qualcosa in più sul disco.

Partiamo con una domanda classica: come mai questo nome?
Quando ho iniziato questo progetto da solista, il mio nome, Lorenzo Di Pasquale, non mi convinceva. Un mio amico una sera per gioco mi disse “usa il nome di tua madre!”. Un paio di settimane dopo ci ho ripensato, e mi sono detto “perché no!”. Mia madre inoltre è una pittrice per cui, oltre a essere un bel nome, lo vedo come prosecuzione di una tradizione artistica.

Chi è Lorenzo?
Sono un ragazzo qualsiasi! (ride). Vivo a L’Aquila, sono laureato in ingegneria, lavoricchio, ma da quando ho 16 anni mi dedico con tante energie a questo progetto musicale.

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Quando hai capito di voler fare il cantante?
A 17 anni, prima era solo un sogno, un volo pindarico. Ora invece ho deciso che voglio svegliarmi la mattina e scrivere canzoni.

Tre aggettivi per descriverti.
Agrodolce, ironico e un po’ romantico.

La città in cui vorresti vivere?
Mi sono innamorato di Bologna recentemente. In futuro penso di spostarmi lì se ne avrò la possibilità.

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Se non avessi fatto il cantante, quale altro lavoro avresti fatto?
Da piccolissimo volevo fare l’archeologo! Avevo la fissa per i dinosauri e per l’Egitto (ride) Compravo in edicola tutte le statuette dell’Egitto che uscivano nelle varie collezioni!

 Un artista a cui ti ispiri e uno a cui non vorresti essere paragonato?
Questo è un discorso complesso in realtà. Io sono appassionato dei Queen, per me Freddie Mercury è un luminare. Tra gli italiani amo Vasco e il cantautorato anni Settanta, come quello di Lucio Dalla. Di contro, non vorrei essere associato all’indie italiano, infatti con i miei album sto cercando di discostarmi da quel mondo e cercare di affermarne uno tutto mio. La musica deve essere un’espressione sociale e ultimamente si tende a uniformare tutti, io lavoro sodo per evitare che accada.

Quali sono i temi portanti dell’album?
Questo disco nasce da un periodo complesso della mia vita, sentimentale e di lavoro. In tre mesi sono successe molte cose che hanno stravolto la mia vita, che ho dilazionato in due anni di scrittura e il disco parla di questo: la vita e i sentimenti di un ragazzo qualunque.

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All’album, che uscirà intorno a ottobre, seguirà un tour?
Nelle mie zone sicuramente sì, fuori stiamo organizzando.

Un posto del cuore dove vorresti suonare?
Bologna (ovviamente!) e nei club!

Che rapporto hai con i social?
Li amo e odio allo stesso tempo, un po’ come molti. Sto lavorando su Instagram, con una serie di  mini video per dare qualche assaggio del disco in anteprima.

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La tua canzone preferita dell’album?
È una ancora inedita, s’intitola Lungomare, il singolo che uscirà a settembre.

Due canzoni da portare sempre con sé.
Bohemian Rapsody e Vita spericolata.

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