Negli anni Settanta, l’Italia è attraversata da un’ondata di contestazioni studentesche e operaie che porta a grandi conquiste sociali — dal divorzio al diritto all’aborto — ma anche alla degenerazione terroristica di estrema destra e sinistra. In questo clima, la musica diventa specchio e protagonista del conflitto politico: un fenomeno tutto italiano, senza equivalenti nel resto del mondo. Anni di Piombo, musica leggera sarà su History Channel lunedì 27 aprile disponibile on demand e su NOW in streaming.
Anni di Piombo, musica leggera su History Channel
Attraverso le voci di Drupi, Maurizio Vandelli, Mara Maionchi, Alan Sorrenti, Eugenio Finardi e Gino Castaldo racconterà la musica e la politica di quegli anni. Alla musica leggera si affianca quella dei cantautori che vogliono comunicare un messaggio di impegno politico. Nascono i primi grandi festival pop, riviste come Re Nudo di Andrea Valcarenghi, band come Area, Perigeo, Napoli Centrale e PFM, ed etichette indipendenti come la Cramps di Gianni Sassi. La nascita delle radio libere rompe il monopolio della Rai aprendo nuovi spazi creativi e culturali.
Ma la pressione politica cresce e la libertà degli artisti si assottiglia. Nel 1971 i Led Zeppelin vengono interrotti da scontri a Milano; nel 1973 Battisti e Mogol sono contestati come “disimpegnati”; nel 1975 Lou Reed è costretto a interrompere i concerti a causa di violenti tumulti. Gli artisti stranieri smettono di esibirsi in Italia.
Dopo la strage di Piazza della Loggia a Brescia e la strage dell’Italicus sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna, la situazione dal punto di vista politico si radicalizza: nell’aprile 1976 al Palalido di Milano, Francesco De Gregori viene duramente contestato per il prezzo dei biglietti troppo alto: raggiunto sul palco e sottoposto ad un vero e proprio “processo” De Gregori commenta: “Non canterò mai più in pubblico. Stasera mancava solo l’olio di ricino, poi la scena sarebbe stata completa”. Otto mesi più tardi, nel novembre del 1976, sempre al Palalido, anche Antonello Venditti è duramente contestato dal pubblico.

Il 1978 e l’omicidio Moro
L’assassinio di Aldo Moro il 9 maggio 1978 rappresenta lo spartiacque più drammatico del decennio: la canzone impegnata inizia a depotenziarsi, e i musicisti riscoprono il sentimento e la leggerezza, preannunciando i suoni degli anni Ottanta. È in questo clima che Nuntereggae più di Rino Gaetano colpisce con ironia tagliente l’ipocrisia del tempo.
Mentre il tour di De André con la PFM è ancora teatro di scontri, il tour Banana Republic di Lucio Dalla e Francesco De Gregori segna l’inizio delle grandi tournée negli stadi. A chiudere il decennio è ancora Dalla, che con L’anno che verrà lancia un messaggio di speranza per il futuro — drammaticamente smentito dalla strage alla Stazione di Bologna: 85 morti e oltre 200 feriti.
