Chiara Tagliaferri insieme a Michela Murgia, prima, e da sola dopo, mi ha tenuto compagnia raccontandomi le storie di donne che hanno sfidato regole che le volevano solo madri, comparse decorative, orpelli accanto ai loro uomini. Poi, sempre attraverso Morgana, mi ha raccontato le Madri di Plaza de Mayo, introducendomi al concetto di socializzazione della maternità. Vi consiglio di ascoltare quella puntata e tutte le altre, se già non siete addicted.
Nel mentre, grazie al podcast Sailor, ci siamo conosciuti e abbiamo parlato di altre due donne straordinarieee — cit. Giulia Vecchio — ovvero le sorelle Angela Giussani e Luciana Giussani, le madri di Diabolik. Infine, quando ho pubblicato Drag Italia, Chiara mi ha fatto il regalo di presentarlo a Roma durante la settimana del Pride.
Ora è lei a tornare in libreria con Arkansas, un libro necessario. Necessario perché racconta una coppia eterosessuale, sposata — quindi perfettamente dentro l’idea tradizionale di famiglia — che, dopo aver tentato senza successo l’inseminazione artificiale, decide di intraprendere un percorso legale e regolamentato in molti Paesi ma trasformato da anni in terreno di propaganda politica, sia della destra sia di una certa parte del femminismo: la gestazione per altri.
Solitamente la GPA viene associata alle coppie omosessuali maschili. Questa volta, invece, sono una donna e un uomo, colti, consapevoli, “regolarmente famiglia”, ad accogliere nella loro quotidianità una surrogate. Sono una donna e un uomo a desiderare un figlio e a trovarsi davanti a una scelta che attirerà polemiche, accuse, giudizi.
Chiara lo racconta anche nell’intervista a Vanity Fair: a un certo punto si ritrova a fare i conti con quel femminismo che la accuserà di essere una donna che sfrutta altre donne. E allora io le dico: fai come Madonna quando, dopo Sex, Camille Paglia le disse di aver fatto regredire il femminismo e lei rispose definendosi una “bad feminist”.
Sarai anche tu una bad feminist. Ma sarai anche una grande madre. Una donna libera. Un esempio per tutte quelle donne che vorrebbero, ma sono terrorizzate dal giudizio sociale, dagli sguardi di compassione quando dici che non riesci a restare incinta, dalla paura di infrangere quello che il nostro illuminato governo ha trasformato in un reato universale.
Arkansas è il viaggio di una coppia che incontra un’altra donna e che, attraverso quell’incontro, arriva a conoscere una cucciola di donna destinata a cambiare tutto. Una bambina che porterà nuove responsabilità, nuovi colori, nuovi sapori. Anche questa volta, Chiara mi è ci accompagnerà alla scoperta di una delle mille sfaccettature della maternità e della paternità.


“Arkansas è un memoir letterario. I fatti narrati prendono spunto da esperienze realmente vissute dall’autrice, ma sono stati oggetto di una trasfigura- zione narrativa: nomi di persone, luoghi, istituzioni e contesti sono stati modificati e alcuni elementi sono stati rielaborati per esigenze letterarie e di tutela della privacy Le vicende raccontate si collocano in un arco temporale che va dal 2016 ai primi mesi del 2024”
