Disclosure Day è il film da andare a vedere al cinema. Rigorosamente al buio di una sala (con un buon impianto audio-video) per apprezzarne la resa visiva, che arricchisce e completa la forza narrativa. Steven Spielberg (autore anche del soggetto) è tornato a esplorare il rapporto tra l’uomo, i segreti e lo spazio costruendo una storia che è un thriller emotivo immerso in un mondo fantascientifico.
Disclosure Day la trama
Difficile raccontare qualcosa della trama, senza rovinare la visione. Nelle comunicazioni ufficiali Universal usa la domanda: “Se tu scoprissi che non siamo soli, se qualcuno ti mostrasse, te lo dimostrasse, questo ti spaventerebbe?” Ma non è sicuramente esaustivo di tutto quello che aspetta il pubblico.
La forza del cast
Il cast è uno dei punti di forza di Disclosure Day a partire da una monumentale Emily Blunt che fornisce un’interpretazione sublime, capace di condensare in uno sguardo lo stupore per tutto quello che le sta succedendo e la consapevolezza per tutto quello che le sta succedendo. Un’attrice che sa cambiare registro con un movimento di occhi, che naviga il comico e il tragico senza difficoltà, capace di gestire in modo equilibrato un personaggio che è tutto l’opposto. Josh O’Connor è sempre una conferma anche se è un po’ incastrato nei ruoli di chi è capitato lì per caso, Colin Firth ha un ruolo per lunghi tratti troppo bidimensionale. Colman Domingo gestisce al meglio un ruolo solo apparentemente semplice. 
Disclosure Day è un film potente
Disclosure Day è un film potente, di un regista navigato, che sa come far emozionare il pubblico. Gioca con il dubbio e i segreti, con la paura e il fascino dell’ignoto, sa che tutto quello che non riusciamo a toccare può essere un incubo come un sogno, uno strumento di controllo o di potere. Il film è costruito sapientemente in ogni sua parte. Ha un avvio potente, facendoci entrare nel vivo della storia ma senza darci troppe spiegazioni, ci fa conoscere i vari personaggi ma senza fornire troppi dettagli. Poi si allarga, entra in profondità, si regala momenti più rilassanti e a tratti comici, inizia a fornire spiegazioni per poi portarci fino alla corsa finale.
Se qualcuno ancora si domanda perché il cinema ha ancora senso di esistere nell’era del verticale e dello scrolling, Disclosure Day è la risposta. Certo bisogna sapere accogliere le proposte del regista, evitare di cercare la facile gag da reel (che è sempre dietro l’angolo, perché ogni cosa può esser rigirata in chiave comica) e comprendere il messaggio di fondo del film, la potenza dirompente della verità.
Disclosure Day
Disclosure Day è un film potente, un’altalena di emozioni, fa sorridere, riflettere, sognare, spaventa ma senza impaurire. Monumentale prova di Emily Blunt
Voto:
8.5/10