Domani Interrogo è il film in uscita il 19 febbraio con Anna Ferzetti nei panni di una prof di un liceo di periferia romano. Tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli (Marsilio editore), è diretto da Umberto Carteni, sceneggiato da Herbert Simone Paragnani e Gaja Cenciarelli, in collabor
Domani interrogo, la trama
Una professoressa di inglese, convinta del valore educativo fondamentale della scuola, viene assegnata in un liceo difficile, a Rebibbia. I suoi colleghi hanno perso le speranze di cavare qualcosa dall’ultima classe, quella degli studenti più difficili, ritrosi, un guazzabuglio di melting pot urbano. Tra fumo e famiglie sfasciate, spaccio e primi amori, storie di sesso e rassegnazione, i ragazzi si buttano via giorno dopo giorno, tra canne, telefonini, e preconcetti, convinti che la vita fuori dalla scuola sia solo ostile e a loro preclusa.
La professoressa o, meglio, «Pressoré», come la chiamano tutti, ha tre possibilità: scappare come i suoi predecessori, fregarsene o entrare in quella gabbia di leoni disarmata. Cercando inutilmente di capirli, riuscirà ad entrare nei loro cuori e a dare un senso sia al loro percorso scolastico che alla sua vita di insegnante.

Il cast
- Anna Ferzetti è la Professoressa
- Fabio Bizzarro è Francesco
- Zoe Massenti è Sofia
- Sara Silvestro è Alessandra
- Yothin Calvenzani è Rabhil
- Paterne Sassaroli è Er Faso
- Morgan Sebastian Wahr è Daniele
- Anita Serafini è Margherita
- Massimo Foschi è Professore
- Mounir Khlifi è Tarek
- Federico Micheli è Marco
- Lorenzo Bagalà è Flavio
Domani interrogo, quando esce?
Il film sarà in sala dal 19 febbraio.
Note di regia
“Il film si sviluppa attraverso uno sguardo incrociato: quello della Professoressa–la “Pressorè”–e quello dei suoi studenti. La macchina da presa si muove come un testimone silenzioso tra due mondi apparentemente inconciliabili: l’esperienza adulta, segnata da cicatrici invisibili eda un’ostinata vitalità, e l’adolescenza, fragile e rabbiosa a cui fa da teatro una scuola posta ai margini della città. La periferia romana di Rebibbia diventa un personaggio a sé: i suoi muri scrostati, i cortili pieni di scritte, le finestre che si aprono sul grigio del cemento sono la cornice e al tempo stesso il riflesso del mondo interiore dei ragazzi”
