Dopo A star is born e Maestro, Bradley Cooper torna dietro la macchina da presa con È l’ultima battuta?, un dramedy familiare scritto da Will Arnett (che interpreta anche il protagonista) e Mark Chappell e ispirato all’esperienza di quest’ultimo con la separazione. Il film è nelle sale dal 2 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia: ma sarà il film perfetto per emozionarsi durante il weekend di Pasqua o il macello autoindulgente di due attori al timone?
È l’ultima battuta: vite intrecciate
Dopo ventisei anni, una casa, due figli e due cani, per Tess e Alex è arrivata ora di farla finita. Non a causa di un litigio, tradimento o altro evento traumatico: semplicemente il tempo li ha allontanati. I due si trovano a bilanciare le esigenze della famiglia che ancora hanno in comune con lo spazio per essere individui ritrovato nella vita da single. Tess decide quindi di riavvicinarsi alla sua passione giovanile della pallavolo come allenatrice; Alex invece trova quasi per caso una forma di terapia nella sincerità degli open mic di stand up comedy.
Ma districare due vite che sono state intrecciate per un quarto di secolo non è facile, e nel ritrovare se stessi i due inizieranno a sospettare che quel «dobbiamo separarci» potrebbe non essere la loro ultima battuta…
L’arte della misura
Mi tocca ammettere che questa dimensione più contenuta fa molto bene a Bradley Cooper. Sia A star is born che Maestro erano progetti magniloquenti e un po’ sbrodolati, in cui il dividersi fra un ruolo da (co)protagonista e la direzione lo aveva privato probabilmente della distanza critica per capire quando dire (e dirsi) di no. Con questo terzo film l’attore di Abington si ritira a un ruolo secondario da adorabile sfigato nel quale risulta più carismatico e amabile del solito, e anche la regia ha da guadagnarci, facendo un chiaro passo in una direzione più intima e curata.

Benvenuti chiaroscuri emotivi
Per il resto, È l’ultima battuta? è un film che fa (bene) quello che è scritto sulla confezione. Per me, che sono abbastanza suscettibile ai sentimentalismi e sono pure cresciuto fra due case come i figli di Tess e Alex, devo ammettere che è stato abbastanza toccante. Anche abitando il proprio corpo e non quello di un cavallo antropomorfo Will Arnett riesce a regalarci un’interpretazione sfaccettata di un uomo la cui vita interiore è tanto banale quanto ricca e complessa (le due cose non sono in opposizione, anzi), e Laura Dern è…beh, è Laura Dern, che altro vi devo dire?
È l’ultima battuta? è un film che, senza essere pesante, riesce a gestire una quantità non indifferente della complessità e dei chiaroscuri emotivi che sono parte naturale di una vita condivisa. Perché la verità è che non si smette mai di crescere insieme, indipendentemente dall’età.
Il cast
Will Arnett è Alex Novak, uomo neoseparato che trova una inaspettata forma di terapia nella stand-up comedy; sua moglie Tess, una leggenda della pallavolo che si è ritirata per dedicarsi ai figli e alla famiglia, è invece interpretata da Laura Dern. Bradley Cooper e Andra Day interpretano Balls e Christine, coppia di amici di Tess e Alex anche loro alle prese con i crucci di una relazione di lungo corso. Amy Sedaris è Kemp, MC del Comedy Cellar, il cui cast di comici include Chloe Radcliffe, Jordan Jensen, Reggie Conquest e James Tom. Infine, nel cast anche Ciaran Hinds e Christine Ebersole nel ruolo dei genitori di Alex.
La recensione
È l’ultima battuta? è un film che, senza essere pesante, racconta in modo efficace la complessità ed i chiaroscuri emotivi che sono parte integrante del condividere un percorso di vita. Toccante in maniera non scontata.
Voto:
7.5/10