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Eric – Uno strepitoso Cumberbatch nella miniserie Netflix

Benedict Cumberbatch non sbaglia un colpo, al cinema come in tv. Se lo avete amato nei panni dell’indimenticabile Sherlock, o in quelli del più controverso Patrick Melrose, non lasciatevi sfuggire Eric, la miniserie in 6 puntate uscita pochi giorni fa su Netflix.  

La trama di Eric

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Ambientata a New York negli anni ’80, Eric è un crime thriller di Abi Morgan (regia di Lucy Forbes) che segue un padre alla disperata ricerca del figlio di nove anni scomparso una mattina mentre va a scuola. Vincent (Cumberbatch), uno dei più famosi burattinai di New York e ideatore del popolare programma televisivo per bambini “Good Day Sunshine” (ispirato chiaramente al The Muppet’s Show) fatica a superare la perdita del figlio Edgar, sparito una mattina mentre andava a scuola, e diventa sempre più angosciato e irascibile.

Pieno d’odio verso se stesso e di sensi di colpa per la sparizione del bambino, Vincent si aggrappa ai disegni di Edgar di un mostruoso pupazzo blu di nome Eric, convinto che se apparirà in tv Edgar tornerà a casa. Mentre il comportamento distruttivo di Vincent, tra alcol e droghe, lo allontana dalla famiglia, dai colleghi di lavoro e dai detective che cercano di aiutarlo, sarà Eric, una conveniente illusione, a diventare il suo unico alleato nel tentativo di riportare il figlio a casa.

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Il nostro commento

La torbida New York degli anni ’80 fa da sfondo a questo thriller psicologico da non perdere se amate il genere. Per ricreare l’atmosfera eighties, Eric è stata girata tra la Grande Mela e Budapest, città che si prestava moltissimo alle atmosfere ricercate dalla storia. Gli anni Ottanta sono presenti nel degrado che emerge nettamente tra i ceti sociali di cui fanno parte i diversi protagonisti della serie, dai più ai meno abbienti, dai bassifondi all’East Village. Sono evidenti quando la storia tratta – seppur senza andare troppo in profondità – temi come l’Aids e l’omofobia, la violenza della polizia e la latitanza della stessa quando a essere vittime delle sparizioni sono bambini afroamericani e non bianchi.

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Quegli anni sono il contesto perfetto dentro cui si muove Vincent, in balìa di allucinazioni e dipendenze, del delirio e del genio, nella sua disperata ricerca del figlio. La performance di Cumberbatch – guardate assolutamente la serie in lingua originale, vi prego ndr – è come sempre eccellente: lo sguardo, la voce, le movenze, tutto dà anima e carattere al suo personaggio, respingente e fastidioso, col quale però è impossibile non empatizzare.

E nonostante sia circondato da un cast di tutto rispetto, l’attenzione non può che ricadere su di lui, il vero cuore di questa serie, la vera carta vincente, insieme a quell’escamotage narrativo di fantasia – senza spoilerare troppo – che rendono la vicenda originale e diversa da altre storie simili.

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Da non trascurare, i riferimenti alla società dell’epoca, davvero ben ricostruiti come dicevano: la vicenda stessa si ispira a quella della scomparsa di Etan Patz, un bambino di 6 anni (nella serie Edgar ne ha 9) scomparso nel 1979 mentre andava a scuola a Manhattan. Etan non fece più ritorno e il suo corpo non fu mai ritrovato: la vicenda ebbe enormi ripercussioni sull’opinione pubblica e contribuì a cambiare il modo in cui le forze dell’ordine rispondevano alle denunce sulla scomparsa di bambini. Non vi sveleremo il finale della serie, lungi da noi rovinarvi la sorpresa ma fidatevi e correte a guardarla.

Eric

Un thriller psicologico affascinante e coinvolgente, con un protagonista insuperabile e una ricostruzione del contesto storico e sociale davvero ben realizzata.

Voto:

7.5/10
7.5/10
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