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Estranei, una riflessione dolorosa su solitudine e diversità – La recensione

Alcuni film, per un mix particolarmente fortunato di scrittura e interpretazione, colpiscono al cuore con intensità inaspettata. Estranei (titolo originale All of Us Strangers) è uno di questi film. Scritto e diretto da Andrew Haigh, è basato sul romanzo del 1987 intitolato Strangers scritto da Taichi Yamada, da cui era già stato tratto il film giapponese del 1988, The Discarnates. È prodotto da Film4, TSG Entertainment e Blueprint Pictures, è stato presentato al Telluride Film Festival nell’agosto del 2023 e arriva finalmente nei cinema italiani il 29 febbraio, coronamento perfetto di un giorno che accade ogni 4 anni e che conserva nella credenza popolare un che di affascinante e misterioso, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Correte al cinema, portatevi dei fazzoletti.

Estranei, due solitudini si incontrano

Adam è un autore di prodotti per il cinema e la televisione. Vive a Londra, isolato, in un palazzo molto alto. Si nutre di cibo cinese ordinato dal ristorante più vicino e non sembra trovare granché gioia nell’esistenza. A 12 anni, i suoi amati genitori sono morti in un incidente d’auto. Questa enorme mancanza così precoce, mixata con il suo essere omosessuale e quindi alla sua sensazione (che lui stesso ammette) di essersi sentito diverso, lo rende distaccato, apatico, triste. Nel suo palazzo vive anche Harry, di cui sappiamo pochissimo. Sappiamo che è solo, che beve molto e che fa uso di droghe a scopo ricreativo, che ci ha provato con Adam, che inizialmente lo ha respinto. A un certo punto Adam, accecato dal dolore, decide di tornare alla casa in cui è cresciuto con i suoi, e li trova lì. Per loro il tempo non è mai passato, e Adam adesso è più grande di loro. Insieme, parlano e si ritrovano, nella consapevolezza che non potrà essere per sempre. Nel frattempo i due uomini iniziano una relazione felice, fatta di conforto reciproco. A un certo punto, però, si rendono conto che non gli fa bene. Adam si trova costretto a tornare alla realtà, che però non sé esattamente quello che si aspetta.

Estranei, la dolcezza di quello che poteva essere stato

Un incontro tra un figlio adulto e infelice e i suoi genitori, più giovani di lui, morti in un incidente. Tra di loro anni di dolore, di non detto ma anche di un amore difficile da spegnere, che negli anni si è trasformato perché in assenza ma che non si è spento. Non importa se questi fantasmi siano reali o no, se siano frutto dell’infelicità di Adam o di una spaccatura sovrannaturale che collega solo momentaneamente il mondo dei vivi e quello dei morti. Quello che fanno è mettere in primo piano tutto quello che poteva essere stato, il dolore e i rimpianti, con una dolcezza, una delicatezza e una tenerezza che spezza il cuore, buttano sul tavolo tutto il lutto, il dolore, la solitudine provata dal nostro protagonista.

Estranei, una diversità strisciante che fa male

Questa solitudine è isolata ma anche condivisa. Uno dei punti focali del film gira attorno alla sua relazione con Harry, solo almeno quanto lui. Cosa significa essere estranei e poi non esserlo più? Condividere le proprie solitudini può bastare? Nel mondo di Estranei, le solitudini individuali sono aggravate dal lutto e dalla auto-percepita diversità, punto focale di una pellicola ambiziosa e intensa. A mettere la ciliegina sulla torta un cast superlativo, di interpretazioni vere e sentite, che spezzano il cuore. Un film meraviglioso, nonostante le lacrime.

Il cast

Andrew Scott è Adam, che porta dentro di sé una ferita profondissima che si sta infettando dentro di lui e che non può guarire da solo. Paul Mescal è Harry, il suo vicino di casa, con cui inizierà una relazione. Jamie Bell è il padre di Adam, contento di aver avuto la possibilità di re-incontrare suo figlio. Così come lo è la madre, interpretata da Claire Foy.

Estranei, una riflessione dolorosa su solitudine e diversità - La recensione

La recensione

Nel mondo di Estranei, le solitudini individuali sono aggravate dal lutto e dalla auto-percepita diversità, punto focale di una pellicola ambiziosa e intensa. A mettere la ciliegina sulla torta un cast superlativo, di interpretazioni vere e sentite, che spezzano il cuore. Un film meraviglioso, nonostante le lacrime.

Voto:

8.5/10
8.5/10