Ezio Bosso Le Cose Che Restano stasera su Rai 3 giovedì 19 maggio

Ezio Bosso
Foto ufficio stampa Rai
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Ezio Bosso Le Cose Che Restano il documentario su Rai 3 giovedì 19 maggio

Ezio Bosso Le Cose che Restano è il titolo del documentario che ripercorre la vita e la carriera del grande musicista, in onda questa sera giovedì 19 maggio su Rai 3 e in streaming su Rai Play (dove resterà on demand).

Attraverso interviste ad amici e collaboratori il film documentario di Giorgio Verdelli, proverà a riportare al pubblico tutta la forza della vita di Bosso, la sua capacità artistica la sua musica. Il docufilm prodotto da Indigo Film, Sudovest Produzioni e Rai Cinema, è stato presentato in anteprima nella sezione Fuori Concorso della settantottesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Come è costruito il docufilm

Nel docufilm Ezio Bosso. Le Cose che Restano è lo stesso Bosso a guidare il racconto, grazie a un lavoro minuzioso di ricerca tra le tante interviste audio e video che ha rilasciato nel tempo. Il ritmo scorre fluido e spontaneo, proprio perché il docufilm è privo del classico narratore frontale: è il maestro stesso a svelarsi agli spettatori, a farci entrare nel suo mondo e nel suo immaginario, come in un diario.

La narrazione è stratificata e crea un dialogo fra le varie età dell’artista in un continuo rimando fra immagine e sonoro. Nel ricco materiale d’archivio utilizzato vi è anche il brano inedito “The things that remain”. Tra i personaggi che interverranno Gabriele Salvatores, Enzo Decaro, Paolo Fresu e Silvio Orlando. Il docufilm vuole raccontare una grande storia umana, la vita di un uomo la cui carriera è stata atipica, ia per le vicende personali che per quelle professionali. Bosso nel suo percorso artistico si è lanciato spesso in forme ibride di narrazione e musica e questo film, che parla di lui, ha un approccio analogamente poliedrico come poliedrica è stata la sua vita.

Ezio Bosso chi era?

Ezio Bosso è stato un compositore, pianista, direttore d’orchestra nato a Torino nel 1971 e morto a Bologna nel 2020 a causa di una malattia neurodegenerativa da cui era affetto fin dal 2011.

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