Game of Thrones, il direttore della fotografia difende il terzo episodio

Game of Thrones

Game of Thrones, il terzo episodio ha una fotografia scura? Il direttore della fotografia lo difende. Ma si è trattato anche di un problema di compressione fatta dalle emittenti?

Abbiamo visto che domenica il terzo episodio di Game of Thrones ha generato interazioni record su Twitter. E se la maggior parte dei tweet riguardavano gli eventi accaduti nell’episodio, un numero importante tra questi invece criticava la scelta della fotografia dell’episodio. Non ci sono spoiler quindi potete proseguire tranquillamente:

L’episodio è ambientato quasi interamente di notte, e questo ha causato problemi di visione per molti spettatori che si sono lamentati della scarsa visibilità di molte scene. Sentitosi attaccato, Fabian Wagner, direttore della fotografia dell’episodio ha pensato di difendere l’episodio e la sua scelta, forse nel modo più sbagliato a livello comunicativo:

Gran parte del problema deriva dal fatto che molte persone non sanno come configurare correttamente un televisore” ha dichiarato Wagner a Wired U.K. “Inoltre tantissime persone, a mio malgrado, guardano la serie su schermi piccoli, cosa che di sicuro non rende giustizia a una serie come questa.

Wagner ha poi detto che i due showrunner della serie, David Benioff e D.B. Weiss, hanno espressamente richiesto questo effetto per l’episodio. “Gli showrunner hanno deciso che doveva essere un episodio dark. Abbiamo visto così tante scene di battaglie negli anni. Quindi per creare una battaglia d’impatto, che si concentri sui personaggi, devi trovare un nuovo modo per realizzarla.

In un’altra intervista a TMZ, Wagner ha aggiunto che la serie è sempre stata così scura e ha sempre avuto quell’impronta cinematografica a livello di regia e fotografia. Quindi guardarla con la luce del giorno non era una scelta da fare. “Bisogna guardarlo come se ci si trovasse al cinema, in una stanza al buio … Se guardi una scena di notte in una stanza illuminata, questo non ti aiuta…

Tante variabili in gioco

Al netto delle polemiche e degli attacchi a un professionista da parte di utenti inesperti, ai produttori si può forse rimproverare di non aver pensato all’utente. Nessuno mette in dubbio che la serie sia stata girata e montata in modo ineccepibile, ma forse bisognava pensare al fatto che gli spettatori non hanno un cinema a casa, o non tutti hanno tutti gli strumenti tecnologici adatti a un’esperienza visiva del genere.

Detto questo, secondo un confronto tecnico fatto dal sito DDay.it, che ha confrontato le immagini trasmesse su HBO, Sky, NowTV e Chili, il problema più grosso del terzo episodio pare sia la compressione fatta da canali.

…Il master uscito e dato alle pay TV sicuramente è perfetto, ma è un master che non può in alcun modo essere usato per una trasmissione in streaming. Oggi anche i migliori sistemi di compressione soffrono terribilmente le basse luci: pure i migliori blu-ray, nel rendere al meglio le sfumature in condizioni di bassa luminosità, hanno sempre mostrato il fianco. Che si tratti di Mpeg 4, o HEVC, non c’è soluzione a questo, se non comprimere il meno possibile. Ma non si può, né su satellite né su internet, dove comunque anche i contenuti onDemand hanno un bitrate medio che non è altissimo e dove spesso la qualità scala a seconda della banda disponibile.
Tratto da DDay.it, potete leggere il confronto e guardare le foto cliccando qui. (anche nell’articolo di Dday non ci sono spoiler, abbiamo controllato).

Quindi le variabili sono tante, entrano in gioco così tanti requisiti tecnici e conoscenze tecniche, che criticare il lavoro di qualcuno diventa solo un inutile polemica, sterile tra l’altro visto che non tutti siamo degli esperti.

E’ anche vero però che molte persone non hanno visto correttamente l’episodio, e la colpa di questo non si può solo attribuire all’utente. Come detto, ci sono tante variabili, ma la produzione poteva anche pensarci, visto che si tratta di una serie tv e che oggi si guardano utilizzando vari dispositivi.

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