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Gangs of London su Sky Atlantic e Now Tv da lunedì 6 luglio, una nuova serie tv da non perdere (davvero)

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Gangs of London dal 6 luglio su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv una serie tv da non perdere, per davvero.

Il primo episodio anche in chiaro su Tv8 e per 48 ore su YouTube

Quante volte avrete letto in giro “questa serie è da non perdere“, “nuovo capolavoro” e altre frasi di questo genere, ormai talmente abusate da esser diventate inutili. Bene, vi chiediamo scusa in anticipo, ma per Gangs of London dobbiamo ritirarle tutte fuori dal cassetto.

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Gangs of London, da lunedì 6 luglio su Sky Atlantic, in streaming su Now Tv e on demand o su Sky Go (con la prima puntata anche in chiaro su Tv8 e per 48 ore su YouTube di sky), è una nuova serie tv inglese prodotta da Sky Studios con Pulse Film e Sister Productions, già rinnovata per una seconda stagione, ed è assolutamente da non perdere. Un’epopea criminale in 9 episodi che conquisterà il pubblico. Non solo se sei tra gli appassionati della serialità di Sky Atlantic per la sua qualità, una regia e una fotografia che rendono l’idea di una Londra torbida e sfarzosa, oscura e brillante, ma soprattutto perchè è una serie in cui azione e parola hanno pari dignità.

Scazzottate vacue in tv ce ne sono a bizzeffe, momenti per riempire i 40/50 minuti dell’episodio. In Gangs of London le scazzottate diventano arte, una coreografia della lotta in cui ci si batte per sopravvivere. Non staremo qui a ripetervi degli echi di Gomorra – La serie, di Tarantino, del Padrino che troverete un po’ ovunque (visto che sono tra i punti focali della presentazione fatta da Sky), Gangs of London è una botta d’adrenalina che mescola il dramma teatrale con Bud Spencer, da vedere rigorosamente in lingua originale (non odiatemi bravissimi doppiatori italiani) per cogliere le sfumature delle diverse parlate, dell’irlandese, dell’albanese, del farsi e di come ciascuno parli la sua lingua e l’inglese che è la lingua di tutti.

La Lotta per il controllo di Londra

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Tutto il mondo è paese e naturalmente il controllo economico, sociale, vivo delle grandi città è in mano a un gruppo di potere che mescola legalità e criminalità. E in una città cosmopolita e multietnica come Londra irlandesi, inglesi, pakistani, albanesi fanno affari e si odiano, si sparano e firmano assegni tra di loro. Ma alla fine a far muovere il mondo, gli affetti, gli affari è sempre un solo e unico “dio”: il denaro.

Da più di 20 anni Finn Wallace (Colm Meaney, Hell on Wheels), il temuto e rispettato patriarca, è infatti il criminale più potente della città, con miliardi di sterline che circolano ogni anno nella sua organizzazione. Basa il proprio potere su una fragile ma remunerativa alleanza di bande da ogni angolo del mondo, giunte a Londra a contrabbandare ogni cosa. Finn muore e la lotta per il controllo dell’organizzazione, della sua famiglia, genera il caos. Chi lo ha ucciso? chi controlla chi? di chi ci si può fidare?

Il figlio di Finn, Sean Wallace (Joe ColePeaky Blinders), è pronto a prendere il posto del padre ai vertici dell’impero, non prima di aver scoperto chi e perché lo ha ucciso e di averlo vendicato nel sangue. Sean sa d poter farsi aiutare dalla madre Marian (Michelle Fairley) e dai fidati compari, quasi parenti della famiglia Dumani, di origini nigeriane, formata da Ed – interpretato da Lucian Msamati, da sempre braccio destro e amico fraterno di Finn, dal figlio Alexander (Paapa Essiedu), dall’aspetto impeccabile, un mago della finanza perfettamente inserito nel mondo della buona società londinese, e dalla figlia Shannon, Pippa Bennett-Warner, che collabora agli affari sporchi dei Wallace nascondendo la ricchezza di milionari e miliardari attraverso l’arte e le proprietà immobiliari.

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Sean troverà un alleato anche in Elliot (Sope Dirisu) che mostra abilità e intelligenza superiore a quella della media degli scagnozzi dei Wallace e per questo si rivelerà molto prezioso. Ma la morte di Finn non deve fermare gli affari che le altre bande fanno con la protezione e la benedizione dei Wallace. Il consorzio funziona non per amicizia ma per interesse. Peccato che Sean ha un’idea diversa. Travolto dal dolore la sua unica ragione di vita è scoprire chi ha ucciso il padre e difendere se stesso e la sua famiglia, come il fratello maggiore Billy (Brian Vernel) perso tra droghe ed eroina e la sorella Jacqueline (Valene Kane) che si è allontanata dal mondo dei Wallace.

L’epica del dolore

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I criminali di Gangs of London hanno giacca e cravatta, ville immense, amano il lusso e amano questa vita che stanno facendo. Sono affaristi prima che criminali, soprattutto i più giovani. Le loro lotte, le loro scazzottate sono impregnate da un elemento tragico legato alla necessità di sopravvivere per tornare a quel lusso, per tornare a quella vita. Joe Cole è per questo perfetto nel dare a Sean un’aria perennemente in bilico tra la sfrontatezza e la debolezza, è un criminale fragile e forse per questo ancor più pericoloso. Prova a eludere i propri sentimenti mostrandosi duro, come quando in avvio di serie cosparge di benzina un uomo appeso a un grattacielo, ma l’anima fragile si affaccia in ogni occasione.

Gli adulti che quella fortuna hanno costruito dal sudore e dalla fatica, non hanno quella componente di debolezza, il dolore l’hanno vissuto e sanno di dover far tutto per sopportarlo. Per questo le sparatorie (come la meravigliosa sequenza del quinto episodio diretto da Gareth Evans come il primo), le scene di lotta sono un elemento fondante della serie e non un orpello, sono curate come le coreografie di un musical, lì devi danzare con gli attori, qui devi soffrire con loro.

Oltre la violenza c’è di più

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Se l’azione è parte integrante della serie (non a caso parlando a Repubblica i produttori di Pulse Film hanno dichiarato come tutto sia partito dall’omonimo videogame), l’anima tragica, drammatica è molto forte. Si ritrovano quegli elementi tipici dei drammi inglesi, profondamente collegati alla contemporaneità: la politica, l’economia, la società sono la nostra vita e nella serialità inglese non mancano mai.

Gagns of London non è solo violenza. Gangs of London è anche una tragedia familiare, personale, in cui i personaggi vivono, agiscono sempre con una ragione e non solo per il fine di fare l’ennesima scena d’azione cool (ed è tanto cool Gangs of London). Ma anche una tragedia politica, sociale un fallimento del nostro mondo. L’intreccio su cui tutto è costruito è parte integrante della serie e dimostra la cura e l’attenzione verso una serialità poco didascalica che non imbecca tutto allo spettatore, ma gli lascia il tempo di capire da solo, di riempire gli spazi, di esser parte della scena.

I Credits

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Gangs of London è stata creata dal visionario e pluripremiato regista del franchise The Raid Gareth Evans e dal suo partner creativo Matt Flannery. La serie è prodotta da Pulse Films in associazione con Sister Pictures per Sky Studios. Thomas Benski e Lucas Ochoa sono i produttori esecutivi per Pulse Films insieme a Jane Featherstone per Sister. La serie è stata commissionata da Zai Bennett, Managing Director of Content di Sky UK e Cameron Roach, Director of Drama degli Sky Studios, con Gabriel Silver come produttore esecutivo per Sky Studios.

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