Generazione Z di che parla il nuovo programma di Rai 2 in onda da oggi sabato 26 marzo

Generazione z
Foto Rai
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Generazione Z su rai 2 sabato 26 marzo la prima puntata, ospite la ministra Fabiana Dadone per parlare con i più giovani

Generazione Z è il nuovo programma in onda da oggi sabato 26 marzo alle 15 su Rai 2, un tentativo di quella che dovrebbe essere la rete giovane della Rai di parlare ai giovani, anzi ai giovanissimi. Il programma vuole rivolgersi ai nati tra il 1995 e il 2010 per parlare dei temi del presente attraverso il loro sguardo.

Una generazione presa tra pandemia, guerra, didattica a distanza, amici, scuola e rapporto con i genitori, saranno sei puntate condotto da Monica Setta che da volto tradizionale del mattino di Rai 1 prova a rivolgersi a chi probabilmente non l’ha mai vista. L’obiettivo è cercare di capire qual è il grado di conoscenza dei rispettivi mondi tra genitori e figli per capire cosa sanno di politica, guerra ed economia.

Ogni settimana ci sarà un ospite delle istituzioni per interagire con i ragazzi. Nella prima puntata il il ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone che racconterà tutte le novità del governo.

Il Provinciale, la tappa di oggi

Il pomeriggio di Rai 2 si apre alle 14 con Il Provinciale il viaggio di Federico Quaranta e del suo border collie J in giro per l’Italia. La puntata di oggi 26 marzo vede Il Provinciale nel Parco Nazionale della Val Grande l’area selvaggia più estesa d’Italia, e forse anche una delle meno conosciute.

L’appuntamento si apre al lago di Mergozzo, anticamente unito al Lago Maggiore. Poi si sale alle cave di marmo rosa di Candoglia, dove dal 1386 viene estratta la pietra per edificare il Duomo di Milano. Un lavoro che continua ininterrotto fino ai giorni nostri, perché la cattedrale ambrosiana, che necessita di costanti cure e riparazioni, continua a rifornirsi presso la Cava madre di Candoglia.

Al ponte Casaletto c’è l’area più selvaggia del parco, teatro del tragico rastrellamento del 1944 ad opera degli invasori tedeschi. Un evento ricordato da numerose lapidi lungo il cammino. Lo spopolamento dei paesi montani in seguito ai cruenti fatti di guerra ha fatto sì che l’intero territorio venisse riconsegnato alla natura. Il piccolo borgo di Cicogna è la porta d’accesso al parco e negli ultimi anni ha avuto un’inversione di tendenza registrando l’arrivo di nuovi abitanti.

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