Gomorra – Le origini debutta il 9 gennaio su Sky Atlantic e NOW in streaming e on demand. L’interesse per la serie tv è sicuramente molto alto considerando che Gomorra è stata molto amata non solo in Italia ma anche all’estero. “Anche a livello internazionale ci chiedevano spesso quando avremmo rifatto Gomorra” ha detto Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios Italia. “Ragionando solo da un punto di vista di marketing e industria allungare il brodo è la soluzione più semplice, così come fare qualcosa che ricordi quanto già fatto. Qui abbiamo deciso di prendere una strada diversa“.
Gomorra – Le Origini, la presentazione della serie
“Non c’è stato timore di sterzare” ha aggiunto Marco D’Amore durante la presentazione della serie con Hartmann che ha ribadito come tutto è partito quando gli sceneggiatori hanno trovato la giusta chiave. Lo storico volto di Ciro di Marzio, in Gomorra – Le origini è regista delle prime 4 puntate e supervisore artistico, anche perché la serie racconta le origini di Pietro Savastano nel 1977 quindi non ci sarebbe stata ragione per far tornare i vecchi personaggi.
D’Amore ha raccontato come inizialmente aveva declinato l’offerta: “Nutro un sentimento di profondissima riconoscenza e devoto amore verso questo progetto e alle persone che lo hanno realizzato. A bilancio di 10 anni di vita, sentivo forse di non avere la capacità. Avevo anche un po’ un pregiudizio di battere una strada che avevamo già percorso. Sono stato smentito dal fatto di non aver avuto timore di sterzare. Dal talento degli sceneggiatori perché fin dalle origini c’era un profumo diverso. Era necessario andare da un’altra parte e rischiare di cadere“.

Una serie tv ancora vista
Effettivamente non sono soltanto parole. Le sei puntate di Gomorra – Le origini prendono una strada diversa rispetto alla serie originale ma fortunatamente non forzano la mano sul tema adolescenziale come l’idea iniziale e i primi trailer potevano lasciar pensare (ma su questo ci torniamo con la recensione). Hartman: “Gomorra è una serie che è ancora vista ed è una serie vista dall’inizio alla fine, spesso anche da altre piattaforme si parla di tanti numeri ma non si parla mai di tenuta su tutte le stagioni, di quante teste restano“.
Il produttore di Cattleya, Riccardo Tozzi ha confermato come hanno fortemente voluto Marco D’Amore: “C’era bisogno di qualcuno che conoscesse il mondo di Gomorra. Pur essendo prequel ci sono dei richiami che scatenano delle corde emotive in chi guarda. Inizialmente l’idea ci ha spaventato, come è giusto che sia. La cosa che ci ha fatto piacere è tornare a quello spirito iniziale di scoperta di nuovi attori, giovani“. Maddalena Ravagli, sceneggiatrice con Leonardo Fasoli, ha evidenziato come i personaggi di Gomorra hanno iniziato a vederli in maniera completa, immaginando come potevano essere quando tutto era ancora possibile, quando la loro vita poteva prendere una strada diversa.
Le ultime due puntate sono state diretta da Francesco Ghiaccio che conosce D’Amore da tempo e ha raccontato come ha assistito anche alle prime 4 puntate così da avere tutto l’insieme della storia e lo stile costruito già introiettato. Durante la presentazione D’Amore ha sottolineato quanto ci sia un legame con il mondo di C’era una volta in America che rappresenta un punto di riferimento.

Dove è stata girata
Gomorra – Le origini si apre con un documentario in cui si ricorda come nel 1977 a Secondigliano 1 bambino su 7 non raggiungeva l’anno. Questa era l’ambientazione di una città spaccata da una via dove da un lato ci sono le botteghe, i negozi e dall’altra le baracche abbandonate. Insieme agli attori hanno lavorato sul dialetto napoletano di quegli anni che è diverso da quello di oggi. Il piano adesso è quello di andare avanti per altre 2-3 stagioni (come era stato anche anticipato da deadline in esclusiva), le puntate sono state girate a San Giovanni a Teduccio dove è stata ricostruita la Secondigliano dell’epoca mentre un’altra parte è girata a Nola.
