Il Delitto di Cogne su Crime+Investigation il racconto del caso che sconvolse l’Italia

Il Delitto di Cogne su Crime+Investigation su Sky un documentario in due parti domenica 30 e lunedì 31 gennaio alle 22:55

Il Delitto di Cogne è un caso che 20 anni fa lasciò l’Italia senza parole. E in attesa di vederlo raccontato in una miniserie (in Inghilterra probabilmente starebbero alla terza), 20 anni dopo arriva un documentario. La vicenda del Delitto di Cogne sarà raccontata su Crime+Investigation in esclusiva al canale 119 di Sky il 30 e 31 gennaio alle 22:55.

Sono passati vent’anni da quella sciagurata mattina in cui il piccolo Samuele Lorenzi, di soli 3 anni, viene trovato morto nel letto dei genitori, nella loro villetta nei pressi di Cogne, un paesino montano in Val D’Aosta. Molte le domande ancora aperte su questo efferato omicidio che ha visto la madre, Annamaria Franzoni, unica indiziata e poi condannata. 

La formula del documentario

Il documentario in due parti è una nuova produzione originale Crime+Investigation, in onda domenica 30 e lunedì 31 gennaio alle 22.55 in esclusiva sul canale 119 di Sky, prodotto da Simona Ercolani di Stand By Me per A+E Networks Italia, scritto da Simone Passarella con la regia è di Claudio Pisano.

Nel documentario in due puntate Il Delitto di Cogne si cerca di rispondere ai tanti dubbi che ancora rimangono aperti su questo tremendo caso di nera, ripercorrendo i fatti attraverso le voci dei giornalisti, come Alessandra Comazzi de La Stampa, Michele Cucuzza e Gigi Iorio, il primo fotoreporter ad arrivare sulla scena del crimine che racconteranno in prima persona quello che hanno vissuto e visto insieme alle testimonianze del Procuratore Capo di Aosta, Maria del Savio Bonaudio, e dell’avvocato della Franzoni, Carlo Taormina.

L’arma del delitto non è stata mai trovata e l’omicidio del piccolo Samuele rimane uno degli infanticidi più efferati della cronaca nera italiana. Un caso mediatico senza precedenti che da 20 anni fa discutere e divide. Tutto il delitto è racchiuso in soli 8 minuti: tra le 8:16, quando Annamaria esce di casa con l’altro figlio Davide, fino alle 8:24, orario in cui dice di essere rientrata. In mezzo, il mistero, per anni raccontato con ossessione dai media. Otto minuti che hanno cambiato la vita di una famiglia e il modo di raccontare il crime in Italia.

Il delitto di Cogne: I fatti

Il 30 gennaio 2002 Annamaria Franzoni chiama il 118 preoccupata perché il figlioletto Samuele sta perdendo sangue dalla bocca, in un’altra telefonata afferma che gli è scoppiato il cervello e in un’altra ancora che sta vomitando sangue.

Al suo fianco, al momento della telefonata, c’è Ada Satragni, una dottoressa amica di famiglia. È lei, infatti, la prima ad accorrere, e per lei all’inizio si tratta di un aneurisma ma, all’arrivo dell’eliambulanza, i soccorritori non hanno dubbi: è un omicidio, bisogna avvertire i Carabinieri. L’autopsia stabilisce che al piccolo Samuele sono stati sferrati una quindicina di colpi con un corpo contundente ma l’arma del delitto non viene mai ritrovata. Per l’omicidio, il 21 maggio del 2008, la Corte Suprema di Cassazione ha riconosciuto colpevole Annamaria Franzoni condannandola in via definitiva a 16 anni. Ma ancora oggi i dubbi sono parecchi.