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Il fabbricante di lacrime, l’adattamento Netflix del romanzo di Erin Doom è un’occasione perduta – La recensione

Fabbricante di lacrime è stato un caso editoriale esplosivo: ha venduto più di mezzo milione di copie ed è stato il romanzo più letto del 2022. Il bestseller di Erin Doom è diventato anche un film diretto da Alessandro Genovesi, scritto da Eleonora Fiorini e Alessandro Genovesi e prodotto da Colorado film. La pellicola sarà disponibile in Italia su Netflix a partire da giovedì 4 aprile 2024.

Il fabbricante di lacrime: una trama di luci e ombre

Nica è una ragazza timida e gentile cresciuta nel Grave, un tetro orfanatrofio gestito dalla tirannica Miss Margaret. Quando i Milligan decidono di adottarla all’età di sedici anni, si apre per lei la possibilità di una vita normale, fatta di liceo, amiche e ragazzi…ma una scelta di pancia farà sì che a iniziare questa nuova vita con lei ci sia anche Rigel, l’orfano prediletto di Miss Margaret, un ragazzo dall’aspetto angelico e dalla personalità oscura. Per riuscire a fare i conti con quello che provano e voltare veramente pagina, Nica e Rigel dovranno essere capaci di affrontare le insidie del presente ma soprattutto trovare il coraggio per affrontare le ombre del loro passato.

Scelte un po’ legnose

Siamo chiari: Fabbricante di lacrime è un romance young adult, che si muove fra gli stilemi e con i toni del romance young adult. Alcune scelte di scrittura risultano però poco fluide anche all’interno del suo spazio di genere: la trama legata al Grave ed al passato di Nica e Rigel è accattivante, ma troppo penalizzata in favore di un tira e molla fra i protagonisti che invece di evolversi gradualmente procede per lunghe ripetizioni. Non aiuta il ritmo della storia la decisione di mantenere la voce narrante di Nica, che in lunghi voiceover ci illustra quello che i personaggi pensano e sentono, togliendo al film la possibilità di mostrarcelo in maniera meno delicata. Infine, i dialoghi mancano di texture e realismo, come se fossero stati maldestramente adattati da una lingua straniera invece che originariamente in italiano – cosa che di certo non aiuta le performance.

Un comparto tecnico non da buttare 

La storia si snoda in un mondo volutamente poco definito sia nello spazio che nel tempo, sapientemente pennellato da un production design di buon livello e da un comparto fotografico abbastanza allineato con gli equivalenti di genere d’oltreoceano. La colonna sonora, invece, alterna brani “di convenienza” ad un paio di needle drops di forte impatto, forse non sfruttati al massimo. Soprattutto considerando un budget di produzione tutto sommato esiguo per il mercato internazionale, Fabbricante di lacrime può vantare un comparto tecnico che non osa in nessuna scelta, ma che rimane assolutamente competente.

Il cast

Caterina Ferioli interpreta Nica, una ragazza dall’animo gentile che dopo nove anni al Grave inizia una nuova vita fuori dall’istituto. Il comprimario Rigel, ragazzo anche lui cresciuto al Grave e con più di un oscuro segreto, è interpretato da Simone BaldasseroniSabrina Paravicini interpreta Miss Margaret, la sadica e inflessibile direttrice del Grave, mentre Roberta Rovelli e Orlando Cinque interpretano rispettivamente Anna e Norman Milligan, i genitori adottivi di Nica e Rigel. A completare il cast Alessandro Bedetti nel ruolo di Lionel, uno studente della Barnaby High School che sviluppa un interesse per Nica, Eco Andriolo in quello di Adeline, un’amica d’infanzia di Nica e Rigel rimasta al Grave, mentre Nicky Passarella interpreta Billie, un’amichevole ragazza della Barnaby High che aiuta Nica a sentirsi accolta e Sveva Romana Candelletta interpreta la sua amica Miki.

Fabbricante di lacrime - La recensione

La recensione

Fabbricante di lacrime è un romance young adult, che si muove fra gli stilemi e con i toni del suo genere. Alcune scelte di scrittura risultano comunque poco fluide e finiscono per penalizzare il film

Voto:

4.5/10
4.5/10