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Il Marciatore – la vera storia di Abdon Pamich, il film tv su Rai 1 nel giorno del ricordo

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Il Marciatore – la vera storia di Abdon Pamich è il film tv in onda su Rai 1 martedì 10 febbraio in occasione del giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra. Il film è una produzione Clemart in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Alessandro Casale.

Chi è Abdon Pamich

“Il ritratto di un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il suo stile di vita. La sua marcia non è solo disciplina atletica, ma una metafora esistenziale. Un cammino iniziato tra le macerie della guerra e approdato alla gloria olimpica” ha detto il regista. Abdon Pamich è stato un marciatore, uno tra i più medagliati alle Olimpiadi, bronzo a Roma, ora a Tokyo ’64. Fu un profugo fiumano, cresciuto nel campo di Novara per poi trasferirsi a Genova dove ha iniziato a fare sport. Da sempre è impegnato nella conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata.

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La trama de Il Marciatore

Abdon Pamich cammina ancora. Anziano, su un altopiano carsico, ripercorre a piedi una strada che appartiene alla sua infanzia. Quel gesto semplice e ostinato apre una frattura nel tempo e riporta lo sguardo a Fiume, città di confine travolta dalla Storia, nel secondo dopoguerra.

L’annuncio della liberazione accende una speranza breve e luminosa. Abdon e il fratello maggiore Giovanni credono che la normalità sia finalmente possibile. Ma l’arrivo del nuovo potere jugoslavo spezza l’illusione. Lo zio Cesare, allenatore di pugilato, figura carismatica e guida morale dei ragazzi, viene prelevato “per chiarimenti”. Il padre subisce pressioni politiche che lo rendono sospetto per il nuovo regime e vulnerabile come capro espiatorio. Fiume cambia nome, lingua e volto. Per gli italiani comincia il tempo della paura.

Cesare riesce a espatriare. Poco dopo anche il padre di Abdon fugge in Italia, con la speranza di costruire un futuro e richiamare i suoi. L’attesa, però, diventa insostenibile. Arresti e sparizioni si moltiplicano, i confini si chiudono. Abdon e Giovanni, ancora adolescenti, scelgono di non cedere alla disperazione. Partono da soli.

La fuga è una corsa disperata verso il confine: perdono il treno, affrontano trenta chilometri a piedi sotto il sole, con scarpe leggere e poche lire in tasca. In Italia li attendono campi profughi, povertà e diffidenza. I fratelli, comunque, riescono a proseguire gli studi. Tutto quello che Abdon ha visto e imparato a Fiume gli apre una porta nella scuola e, poco dopo, nello sport.

A Genova incontra un formidabile allenatore Giuseppe Malaspina, il Mago della marcia, che riconosce in quel ragazzo taciturno una qualità rara: la capacità di resistere, di durare. La marcia diventa per Abdon il linguaggio dell’esule: non lo scatto, ma il passo continuo; non la fuga, ma l’andare avanti, sempre.

Dopo anni di lavoro silenzioso e sconfitte, arriva l’oro olimpico a Tokyo, coronamento di un percorso umano, prima ancora che sportivo.

Il marciatore

Il cast

  • Fausto Sciarappa è Giovanni Pamich, il padre
  • Eleonora Giovanardi è Irene, la madre
  • Gaja Masciale è Maura
  • Michael Marini è Abdlon adolescente
  • Tobia de Angelis è Giovanni adolescente, il fratello
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