Jung_E la recensione del film su Netflix: una piacevole (e commovente) sorpresa

Jung_E

Se vi dicessimo che su Netflix è disponibile dal 20 gennaio 2023 un thriller distopico di produzione sudcoreana che riesce ad essere anche commovente? Suona incredibile, ma è vero. Se diffidate, non dovete fare altro che premere play. Il film in questione si intitola Jung_E, è scritto e diretto da Yeon Sang-ho e prodotto da Climax Studio, e affronta tematiche sorprendentemente profonde.

Si tratta, inoltre, dell’ultimo film di Kang Soo-yeon, attrice sudcoreana che si era guadagnata la fama interazione nella seconda metà degli anni Ottanta, che è venuta a mancare nel maggio del 2022 e che veniva spesso chiamata “la prima star mondiale coreana”. Non siamo sicuri che Jung_E entrerà nella Top Ten di Netflix, ma forse dovrebbe. Andiamo al dunque e parliamo della trama di questa pellicola di azione e fantascienza così sfaccettata e sorprendente.

Jung_E: la guerra non è il punto

Siamo nel 2194. La Terra è ormai da tempo inabitabile per via dell’inquinamento e dei disastri ambientali, e gli umani sono costretti a fondare delle colonie nello spazio. Tra queste colonie, però, una si è distinta dagli altri per la sua sete di potere e di violenza, causando una guerra civile che dura da anni. Trentacinque anni prima dell’inizio della vicenda, la potentissima e mercenaria capitana Yun Jung-yi ha tentato di porre fine al sanguinoso conflitto, fallendo e lasciando dietro di se una bambina malata, la figlia Seo-hyun. Il suo è stato l’unico tentativo davvero valido. Una volta morta, la famiglia ha deciso di vendere la sua sostanza cerebrale alla Kronoid, azienda privata di costruzioni armi e androidi da guerra che ha intrapreso degli studi per clonarla, creare dei soldati con le sue fattezze e la sua abilità mentale e nel combattimento e porre finalmente uno stop alla guerra.

Qualcosa però sta cambiando. La compravendita di materie cerebrali è ormai normalizzata, gli androidi pure. Ci si illude di poter essere immortali, e queste tecnologie non sono più ad appannaggio unico dell’industria di guerra, anzi mentre il conflitto finalmente si spegne e si giunge a delle trattative di pace, proprio la Kronoid deve pensare a cambiare direzione. L’idea è quella di espandersi agli androidi per usi domestici, compresi quelli sessuali. Seo-hyun, figlia di Yun che nel frattempo è diventata la responsabile del progetto dell’azienda che voleva usare la mente di Yun per risolvere il conflitto, non prende bene questo cambiamento. Come potete intuire, la guerra qui non è il punto.

Jung_E: una piacevole (e commovente) sorpresa

Da un thriller fantascientifico distopico ambientato in un mondo in cui gli androidi sono una normalità e c’è una guerra in corso cosa vi aspettereste? Noi, probabilmente, una trama un po’ raffazzonata, personaggi coraggiosi ma profondi quanto una pozzanghera, relazioni parimenti superficiali, un numero ridicolo di scene di combattimento lunghissime, la guerra dei robot, degli alieni, degli umani e degli androidi in primo piano, a occupare la gran parte del minutaggio. Jung_E va nella direzione opposta.

Il nucleo pulsante di questo film è lo strano rapporto madre figlia che ancora sussiste tra Seo-hyun e quello che resta di Yun, che però viene spenta e accesa all’occorrenza per le simulazioni, non lasciando spazio a neanche un briciolo di consapevolezza. Per Jung-Yi l’operazione che coinvolge sua madre ha diversi significati: serve a far finire la guerra ma anche a vendicare la morte di sua madre, il suo fallimento. Inoltre, lenisce il suo senso di colpa. La donna sente di aver costretto la madre a diventare una mercenaria. I soldi guadagnati combattendo servivano per curare la sua malattia.

Le stratificazioni sono tantissime, impossibili da analizzare tutte in questa sede, i temi anche. Jung_E parla di perdita, di libertà, di etica e di bio-etica, di industria, di soldi, di affetto, di ecologia, della natura degli uomini, di diritti, di società. Forse è troppo. Attorno al nucleo, infatti, girano e orbitano un milione di piccoli pianeti, ognuno per ogni spunto. Alcuni, vengono a mala pena sfiorati, lasciati a girare nel vuoto. La carne al fuoco è tantissima, il payoff non ottimale. Se siete qui per le scene di combattimento, che si rivelano brevi e anche abbastanza raffazzonate, scegliete un altro film.

Il cast

Kang Soo-yeon è Seo-hyun, leader delle ricerche che vogliono clonare i cervelli per accelerare la fine della guerra. É responsabile per i test di combattimento del clone con il cervello di Yun. Yun (anche chiamata Jung_E) è interpretata invece da Kim Hyun-joo. Nel cast anche Ryu Kyung-soo nel ruolo di Sang-Hoon, capo di Suo-hyun.

Recensione

Il nucleo pulsante di questo film è lo strano rapporto madre figlia che ancora sussiste tra Seo-hyun e quello che resta di Yun, che però viene spenta e accesa all’occorrenza per le simulazioni, non lasciando spazio a neanche un briciolo di consapevolezza. Le stratificazioni sono tantissime, impossibili da analizzare tutte in questa sede, i temi anche. Jung_E parla di perdita, di libertà, di etica e di bio-etica, di industria, di soldi, di affetto, di ecologia, della natura degli uomini, di diritti, di società. Forse è troppo.

Voto:
7/10
7/10
Priscilla Lucifora
Priscilla Lucifora
Siciliana a Milano. Classe 1994. Formazione umanistica e una grande fascinazione per moda, cultura pop e costume. Il mio film preferito è Matrix. Grande fan di tutto ciò che è contemporaneo.