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King Marracash, il docufilm al cinema per raccontare un anno da re

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Sulla scia dei successi dei documentari dedicati a vari personaggi dello spettacolo e dello sport, arriva al cinema il 25-26-27 maggio King Marracash primo docufilm che ripercorre la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash. Un progetto che racconta un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano attraverso un racconto intimo lungo un anno passato in prossimità con l’artista dove vengono mostrati la quotidianità, gli amici, i collaboratori, i riconoscimenti, le canzoni e l’amore.

King Marracash è un docufilm che intreccia la dimensione artistica e personale dell’artista ed è arricchito dalle testimonianze di chi ha condiviso con lui questo percorso: Deleterio, Elodie, Guè, Jacopo Pesce, Matteo Mancuso, Marz, Mirko Rizzo, Paola Zukar, Rame e Massimo Recalcati. Il docufilm, diretto da Pippo Mezzapesa, che ne ha curato anche il soggetto e la sceneggiatura insieme ad Antonella W. Gaeta, Chiara Battistini e Shadi Cioffi, è una produzione Groenlandia, in collaborazione con Disney+ (dove arriverà prossimamente), in associazione con Adler Entertainment. Prodotto da Matteo Rovere e Leonardo Godano, prodotto da Marco Colombo.

King Marracash

King Marracash di che parla

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Un’impresa senza precedenti in Italia, il primo tour negli stadi di un rapper, con la
sua tappa più prestigiosa: Milano, San Siro, 25 giugno 2025. È il punto di partenza
del film, che ripercorre tutta la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash. I passi
compiuti per arrivare fin qui, dalle rime sparse al primo album, il successo e la stasi,
la luce e il buio, la forza e la fragilità. Marracash, ma anche e soprattutto Fabio, nei luoghi dell’infanzia, tra i casermoni della Barona, cuore duro della periferia di Milano.
E poi in Sicilia con la famiglia d’origine, la quotidianità, gli amici, i collaboratori, i
riconoscimenti, le canzoni, l’amore.

Il racconto di un anno passato accanto a lui, in straordinaria prossimità e, insieme, la chiusura di un cerchio dopo la trilogia di un album che l’ha definitivamente consacrato artista di punta della scena musicale italiana. Fino alla restituzione del debito originario: un Block Party, un concerto da regalare al suo quartiere. Un atto dovuto forse, ma anche una forma di riscatto per chi viene dalla “periferia di tutto”. Perché è possibile cambiare una storia già scritta e farne rap ma è eccezionale diventare del rap il King assoluto.

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