La Caserma la terza puntata mercoledì 10 febbraio su Rai 2, ruolo della donna e sfida a squadre

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La Caserma su Rai 2 la terza puntata mercoledì 10 febbraio, le anticipazioni e i video

Prosegue l’avventura de La Caserma su Rai 2 con una nuova puntata mercoledì 10 febbraio tra lezioni, gare, sfide e avventure ma anche con tanto racconto della vita di questi ragazzi in un contesto lontano dal loro.

La puntata e le clip del programma sono in streaming su RaiPlay. Il docu-reality è realizzato in collaborazione con Blu Yazmine. La voce di Simone Montedoro, nel ruolo di narratore, racconterà e accompagnerà le avventure dei giovani durante tutte le 6 puntate. Il programma (che non ha alcuna collocazione temporale) è un mix tra romanzo esperienziale e adventure, con l’idea di raccontare i ventenni del 2020 che gli autori del programma descrivono come “una generazione profondamente matura, capace di leggere la tradizione, proiettarsi nel futuro e ben consapevole di se stessa”.

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Le anticipazioni del 10 febbraio

Nella puntata di mercoledì 10 febbraio i 21 ragazzi dovranno affrontare un momento di approfondimento culturale con ospite Aldo Cazzullo. La lezione sarà concentrata sul ruolo delle donne in guerra. Le donne hanno fatto tutte le guerre, a volte come vittime, altre come protagoniste.

Viktoria Savs era un giovane soldato al fronte nella Prima Guerra Mondiale, in pochi conoscevano il suo segreto: era una donna. L’imperatore Carlo I d’Austria, colpito dalla sua storia, la decorò con la Croce al Merito. Come dimenticare le ‘portatrici’ della Carnia? Signore che salivano con pesanti gerle cariche di viveri e munizioni per raggiungere gli alpini nelle trincee. Una di loro, Maria Plozner Mentil, cadde colpita da un cecchino (unica donna a cui ad oggi sia stata intitolata una caserma italiana). E poi, i cosiddetti “figli della guerra” (nati appunto da violenze subite dalle donne) messi in salvo dalle partorienti nell’Istituto San Filippo Neri di Portogruaro (il primo fondato per questo tipo di accoglienza e sopravvivenza).

Nel 1946, per la prima volta, le donne italiane poterono votare: nella Seconda Guerra Mondiale, in piena Resistenza, tante le personalità femminili che si sono distinte. Una su tutte: la partigiana Cleonice Tomassetti. Celebre la sua frase agli assassini: “Se percuotendomi volete mortificare il mio corpo, è superfluo farlo: esso è già annientato. Se invece volete uccidere il mio spirito, vi avverto che è inutile: quello non lo dominerete mai”.

Oltre la lezione non mancano le prove e tra queste c’è un’inedita esercitazione a squadre in esterna. E’ qui che, per la prima volta nell’addestramento, verranno utilizzate delle riproduzioni di armi – come nella finzione cinematografica – e gli allievi dovranno fronteggiare scenari ostili avendo in dotazione, di fatto, puntatori laser ed effetti sonori. Tra un addestramento e l’altro, i protagonisti hanno tempo per svagarsi, e alcuni ragazzi del gruppo dei primi entrati, con l’aiuto di una new entry, organizzano accuratamente uno scherzo, speranzosi di portarlo a termine con successo.

La formula de La Caserma

La Caserma è basato sul format internazionale “Lads Army”. Sono state numerose le domande di partecipazione: tantissimi i ragazzi e le ragazze con il sogno di far parte del cast. Per la realizzazione del programma hanno lavorato oltre 100 persone tra pre-produzione, produzione e post produzione. Sono state utilizzate 40 telecamere tra quelle con operatore, telecamere fisse e remotate (con relativa regia); inoltre, go pro e microcamere per attività esterne; 30 radiomicrofoni a collarino e due droni per le riprese aeree.

La location è immersa nel verde, circondata da boschi, lambita da un fiume, vicino a un lago e sovrastata da una spettacolare cima montuosa. Il centro è composto di 4 edifici e di un piazzale esterno per le esercitazioni. Attraverso un training ispirato alla disciplina militare, i ragazzi si troveranno ad affrontare duri addestramenti, percorsi ginnici, corse zavorrate, camouflage, escursioni in esterna, e poi suggestive arrampicate e spettacolari traversate di un ponte tibetano. La formula è quella de Il collegio, quindi non ci saranno nomination ed eliminazioni ma i ragazzi vivranno un’esperienza para-reale da cui potrebbero essere espulsi per comportamenti non conformi.

Questi giovani avranno dunque trenta giorni per superare i propri limiti, per crescere e diventare un po’ più adulti. Scopo del programma sarà la formazione di un gruppo solidale e unito: ciascuno dei protagonisti dovrà sviluppare il “senso del fare” – sfruttando le capacità e superando le divergenze – per un unico obiettivo, essere una squadra. Non c’è un vincitore.

Lo scenario scelto per l’ambientazione del docu-reality, particolarmente affascinante durante la stagione invernale, è quello di Levico, in provincia di Trento, con una struttura adibita a caserma, trasformata per l’occasione in un set unico per un percorso di addestramento duro e a contatto con la natura. La voce narrante, invece, è quella di Simone Montedoro.

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