La notte del 12, il film noir che va oltre – La recensione

La notte del 12

La Notte del 12 la trama del film al cinema

La notte del 12 è un film di Dominik Moll, che ne ha anche curato la sceneggiatura insieme a Gilles Marchand. É ispirato a una storia vera, ed è tratto dal libro inchiesta di Pauline Guéna intitolato “18.3 — Une année à la PJ“. É stato presentato in selezione ufficiale all’ultimo Festival di Cannes, e potrete trovarlo nelle sale italiane con Teodora il 29 settembre. Noir d’impatto, ha ricevuto ottimi giudizi dalla critica. Perfetto per una serata piovosa d’autunno da passare al cinema.

Il film è stato la sorpresa degli ultimi mesi al box office francese, con oltre 400 mila presenze e un posto stabile nella TopTen. Da un lato c’è la storia di una ragazza uccisa in modo brutale, che diventa l’ossessione per Yohan appena nominato capo della polizia di Grenoble. Un noir contemporaneo che si aggrappa al cervello di chi lo guarda, come approfondiamo nella recensione de La Notte del 12 che vi consigliamo di andare a vedere al cinema.

Due film in uno, La recensione di La Notte del 12

Yohan è un giovane uomo atletico e serio, ed è appena stato nominato capo della polizia giudiziaria di Grenoble quando un caso lo scuote non poco. Una ragazza ventunenne, Clara, viene uccisa in maniera brutale una notte di ottobre. Insieme al collega Marceau, Yohan porta avanti le indagini su tutti i conoscenti della ragazza. Trovare il colpevole non è semplice: Clara aveva tantissimi amici, tantissimi fidanzati, tantissime storie. I detective (e non è un caso che siano tutti uomini) Neanche per un secondo dubitano che si sia trattato di un’azione fatta da un uomo, e si concentrano sulle relazioni di Clara con l’altro sesso. Sono convinti che la chiave di volta sul suo brutale assassinio sia scavare nella sua vita sentimentale, che è ben complessa, per trovare un movente specifico.

Nella prima metà La notte del 12 è un noir francese, esattamente come ce lo si aspetta. Lento, posato, quasi slavato, scolorito. La tensione viene costruita lentamente. La trama sembra impantanarsi su se stessa, ripetersi per ogni sospettato, per ogni nuovo nome maschile che viene fuori. Poi la svolta, tutta nel viso arrossato e bagnato dalle lacrime della migliore amica di Clara, Nanie, che ci sveglia da un sogno inquietante e ci riporta a una realtà ancora più brutta, proprio perché reale. Avrebbe potuto ucciderla qualunque uomo, solo perché uomo. L’assassino di Clara, che è il genere femminile, è il genere maschile nella sua interezza. Un po’ la versione francese del molto più flashy ed estroverso (se si può attribuire questo aggettivo a un film, ma mi perdonerete) A Promising Young Woman.

Un noir femminista?

Questo film ti si aggrappa al cervello e non se ne va. Sobrio, quasi sottotono, riesce a smuoverti qualcosa dentro a cui penserai per ore. Saranno le luci, freddissime e impressionanti, neon ospedalieri. Saranno gli uomini, cinici e musoni, che brancolano nel buio, che affondano nel fango e ogni volta vengono tirati un po’ più a galla dalle (pochissime) donne nella loro vita e nei loro uffici. Sarà che la comunicazione è rarefatta, tesa, contratta, secca. Sarà che questa cosa si sente nell’aria, nel film ma anche nella realtà. Si è parlato di reinterpretazione femminista del noir, ma secondo me non è esattamente quello. É una riflessione sul cinema noir e sulla società e sulle loro interazioni, sulle modalità in cui viene portato avanti il pensiero. Tutto è normale e già visto finché qualcuno o qualcosa non ci sveglia da nostro torpore. Io parlerei piuttosto di post-noir, o di contemporary noir.

Il cast

Nel ruolo del protagonista di questo film, se di protagonisti si può parlare, c’è Bastien Bouillon, nei panni di Yohan. Il suo partner Marceau è interpretato invece da Bouli Lanners. Pauline Serieys è Nanie, la migliore amica della vittima (Lula Cotton-Frapier). Nel cast anche Théo Cholbi, Johann Dionnet, Thibaut Evrard, Julien Frison, Paul Jeanson, Mouna Soualem, Christine Paul, Matthieu Rozé, Baptiste Perais e Jules Porier.

La notte del 12

Priscilla Lucifora
Priscilla Lucifora
Siciliana a Milano. Classe 1994. Formazione umanistica e una grande fascinazione per moda, cultura pop e costume. Il mio film preferito è Matrix. Grande fan di tutto ciò che è contemporaneo.
Questo film ti si aggrappa al cervello e non se ne va. Sobrio, quasi sottotono, riesce a smuoverti qualcosa dentro a cui penserai per ore. Saranno le luci, freddissime e impressionanti, neon ospedalieri.La notte del 12, il film noir che va oltre - La recensione