La Vita Bugiarda degli Adulti, la recensione della serie Netflix dal romanzo di Elena Ferrante

La Vita Bugiarda degli Adulti è la serie tv adattamento del romanzo omonimo di Elena Ferrante, con cui probabilmente Netflix spera di conquistare anche il pubblico internazionale oltre che quello italiano, grazie alla fama di Ferrante, legata anche al successo di L’Amica Geniale. Se probabilmente numericamente ci riuscirà in questa recensione de La Vita Bugiarda degli adulti, in modo schietto e sincero, proveremo a darvi il nostro punto di vista, evidenziando come sia il primo flop del 2023. La serie ci trascina nell’Italia di metà anni ’90, in una Napoli divisa tra la parte borghese del Vomero, di Posillipo e quella popolare del Pascone, due facce della stessa medaglia. Qui seguiamo la vita di Giovanna, adolescente, alle prese con la scoperta di se stessa, della sessualità e della Vita Bugiarda degli adulti.

Come specificato anche durante la presentazione della serie, il regista Edoardo De Angelis, insieme agli autori (la stessa Ferrante, Laura Paolucci, Francesco Piccolo) ha spostato in avanti nel tempo la storia per avere una Giovanna più adulta non sentendosi moralmente predisposto a girare alcune scene troppo spinte con una bambina più piccola. La protagonista è interpretata dall’esordiente Giovanna Marengo, la zia Vittoria è Valeria Golino, Alessandro Preziosi e Pina Turco sono i genitori di Giovanna.

La Vita Bugiarda degli adulti la recensione di chi non ha letto il romanzo

Le storie originali ormai latitano. Tutto è sempre l’adattamento di qualcosa ma una serie tv deve riuscire a funzionare indipendentemente dal prodotto da cui deriva. E La Vita Bugiarda degli adulti non funziona, il 4 gennaio abbiamo davanti una serie che finirà tra i flop del 2023 alla fine dell’anno. La Vita Bugiarda degli adulti è una serie tv presuntuosa nella regia e nella sceneggiatura, convinta di essere perfetta e bellissima, ma che al contrario è piena di difetti per una produzione del 2023 che aspiri a essere internazionale. Continuare a pensare alle serie tv come “film lunghi” è inaccettabile, eppure quando le produzioni si rivolgono ad autori e registi cinematografici acclamati dalla critica questo è il risultato.

La vita Bugiarda degli Adulti indugia in particolari, in raffigurazioni perfette per i 90 minuti di un film ma che finiscono per perdersi nelle 6 ore di una serie. Alcuni passaggi narrativi appaiono forzati e a tratti affrettati in alcuni momenti, rallentati in altri. Manca l’equilibrio nella sceneggiatura, nel montaggio e in una colonna sonora che nel tentativo di far tornare qualche brano degli anni 90 nelle Top Ten di oggi (come fatto da Stranger Things) è invadente e produce un effetto distorsivo rispetto alle immagini. Colonna sonora e flusso narrativo sembrano percorrere binari paralleli.

La recitazione è eccessivamente teatrale, enfatizzando quel difetto tipico delle produzioni nazionali per cui tutto è sempre esagerato. La napoletana Valeria Golino (che si è affidata a una coach per diventare popolare) appare così finta che la sua Vittoria più che un’anima tormentata sembra un robot. L’esordiente Giordana Marengo è ingiudicabile perchè si ritrova ad affrontare un personaggio senz’anima, piatto. Come sono anche tutti gli altri, così incastrati in ruoli facilmente identificabili dal pubblico che non deve sforzarsi. La contaminazione tra il pop e l’autore, genera un ibrido borioso e per lunghi tratti superficiale. Non volendo forzare l’analisi socio-politica perchè Ferrante preferisce concentrarsi sulla psicologia dei personaggi inseriti in quel contesto, tutto resta sospeso in un tempo accennato per luoghi comuni e stereotipi, in cui gli eventi capitano in modo casuale e improvvisato. Voto 5 Riccardo Cristilli

E di chi ha letto il romanzo

Dimenticate L’Amica Geniale, dimenticate Lila e Lenù, la perfezione della quadrilogia dei romanzi e l’estrema fedeltà riscontrata nella serie tv. Mettete da parte le grandi aspettative che avevate sulla nuova serie ispirata a un romanzo di Elena Ferrante e preparatevi a guardare un prodotto che vuole essere a tutti i costi pop (senza per altro riuscirci del tutto), snaturando l’essenza originaria del romanzo da cui è tratto.
Se nonostante queste (per me doverose) premesse ve la sentite, guardate La Vita Bugiarda degli Adulti.

La serie, proprio come il romanzo fa il suo dovere a metà: intrattiene senza troppe pretese o picchi di originalità. La grande pecca è nell’arrovellarsi a parlare di tematiche già esplorate ampiamente in altre opere (più mature) della Ferrante, il paragone è invitandole quando si tratta di storie così caratteristiche e caratterizzanti.
Tutto è estremamente teatrale, dalla recitazione dei personaggi alla fotografia, dai dialoghi alla musica, quest’ultima l’elemento senza dubbio più fastidioso e disturbante della serie. Brani totalmente fuori contesto e troppo “attuali”, vestono una storia che di contemporaneo non ha granché, e chi dirà il contrario, probabilmente non ha letto il libro.
La Napoli di Giovanna è una Napoli borghese, falsa e cortese, di segreti sotto il materasso e sotterfugi di parenti serpenti.

I neomelodici, le canzoni rap, poco hanno a che fare con la storia e con i personaggi originali.
I costumi, le location, sembrano cartoline sfocate ad arte per suggerire uno stato d’animo che di realistico non ha nulla. I sei episodi sono sbrigativi e superficiali in alcuni passaggi, non esplorano a dovere la storia di Giovanna e della sua famiglia, non portano alla luce lo sporco, il dolore e la sofferenza che il romanzo vuole trasmettere, in maniera a volte claustrofobia. Ciò che ne resta è l’ennesima serie come tante, che se non raggiungerà i picchi di visualizzazioni in poco tempo, verrà brutalmente cancellata dalla piattaforma.
Voto 5 Giorgia Di Stefano fondatrice di TvTips, l’app che ti fa scoprire sempre nuove serie tv da vedere.

Panoramica Recensione
  • Riccardo Cristilli - 5/10
    5/10
  • Giorgia Di Stefano - 5/10
    5/10

Riassunto

La Vita Bugiarda degli adulti è una serie boriosa convinta di essere perfetta ma piena di difetti, che insegue un’autorialità artefatta e forzosa, lontana dall’umanità oggi richiesta nella serialità contemporanea

Voto:
5/10
5/10
Redazione Dituttounpop
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