Il cinema di Gabriele Muccino ha una sua cifra chiara e facilmente riconoscibile, fatta di emozioni, relazioni, urla e personaggi in crisi con sé stessi e Le cose non dette non tradisce questo suo mondo. Durante la presentazione il regista ha raccontato come il romanzo Siracusa di Delia Ephron gli è stato proposto dalla produzione di Leone Film Group che da tempo cercava qualcuno che riuscisse ad adattarlo. “L’ho scritto in 25 minuti, questi personaggi corrispondono al mio mondo è andato tutto velocemente”.
“Lavorare con Gabriele Muccino porta a ragionare su sè stessi perché racconta chi siamo spostando gli assi rispetto alla verità” è stato il commento di Stefano Accorsi che ha reso in modo esplicito quello che si percepisce guardando il film. I personaggi di Le cose non dette così come quelle degli altri film di Muccino, sono persone che vivono emozioni estreme e cercando in qualche modo di controllarle. La realtà, spinta sempre un po’ più oltre il reale. Ogni scelta che facciamo comporta una conseguenza, ogni parola detta o non detta ha le sue ricadute sull’esistenza propria e degli altri.
Le cose non dette, la trama
Carlo ed Elisa, coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo, e alla loro figlia adolescente, Vittoria. Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano.
Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non conosciamo mai davvero chi ci sta accanto.
Il cast
Il film è diretto da Gabriele Muccino ed è tratto dal romanzo “Siracusa” di Delia Ephron, autrice della sceneggiatura insieme allo stesso Muccino. Accanto ai protagonisti Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, completano il cast Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo.
Il direttore della fotografia è Fabio Zamarion, il montaggio è di Claudio di Mauro. La scenografia è curata da Massimiliano Sturiale e i costumi da Angelica Russo.
La colonna sonora del film e la canzone originale “Le cose non dette”, interpretata e composta da Mahmood, sono prodotte e dirette da Paolo Buonvino.

Le cose che si possono dire
Molto si può dire su Le cose non dette senza scadere nello spoiler. Lo stesso Muccino ha raccontato come il plot twist presente all’interno del film, non sia molto nelle sue corde e di non aver ragionato per generi ma di aver voluto raccontare il dramma di questi personaggi. Carlo, Elisa, Anna e Paolo sono quattro amici nei loro “anta avanzati”. Non sono più i giovani tormentati dei primi film di Muccino, sono uomini e donne che si portano dietro anni di dolori, sofferenze e soprattutto silenzi.
Talvolta è semplice dall’esterno pensare giudicare le vite degli altri e pensare che sarebbe bastato poco, sarebbe bastata una frase o una parola in più per cambiare tutto. Ma quando ci si ritrova dentro, travolti da emozioni che vanno oltre le parole, non è mai semplice avere il controllo giusto sulle reazioni. Per quanto ci illudiamo del contrario, siamo animali che hanno ancora viva una componente istintuale. Siamo vanesi, egocentrici ed egoisti anche chi si illude di non esserlo. Ci raccontiamo il mondo e la vita per quella che vorremmo che fosse, quasi dimenticando che le nostre vite intercettano quelli degli altri. Le cose non dette ci mostra come talvolta basterebbe una frase per cambiare le traiettorie della vita. Ma senza se tutto sarebbe lineare, seguendo linee già tracciate.
C’è tensione, emozione e frenesia in pieno stile di Gabriele Muccino. Certo Accorsi e Santamaria, con tutti il bene che gli si vuole, iniziano a mostrare i segni dell’età che passa e i vari personaggi sono così costretti ad avere un’età indefinibile e indefinita tra i 55 e 40 anni (Accorsi e Leone nella realtà hanno 14 anni di differenza), ma sicuramente non è un qualcosa catalogabile come difetto. Tangeri, con le sue vie strette e il suo caos è un perfetto contraltare dell’animo dei suoi protagonisti.
Summary
Le cose non dette ci mostra come talvolta basterebbe una frase per cambiare le traiettorie della vita. Ma senza se tutto sarebbe lineare, seguendo linee già tracciate.
Voto:
7.5/10