Esistono le storie per gli adolescenti che piacciono anche ai più grandicelli, curiosi di sognare attraverso i loro amori e poi ci sono storie in cui i più giovani sono protagonisti ma che non si possono ascrivere all’elenco dei teen drama. Come The Institute – L’istituto un thriller psicologico misterioso e un po’ horror che nasce da un romanzo di Stephen King e adattato da Benjamin Cavell, che arriva dal 31 ottobre su Sky e NOW con la sua prima stagione. Un modo per far scoprire la serie anche a chi non ha aggiunto MGM+ al proprio Prime Video. Infatti L’Istituto è una produzione MGM+ dove dall’8 novembre parte la seconda stagione (con rilascio settimanale degli episodi).
The Institute – L’istituto, la trama
Questa è la trama de L’Istituto: Luke Ellis, un genio di quattordici anni, viene rapito nel cuore della notte e portato all’Istituto, una struttura simile a una prigione situata nelle campagne del Maine (e dove se non nel Maine conoscendo King), che ospita bambini dotati di poteri psichici. A dirigere il luogo è la signora Sigsby, una donna sadica e determinata, fanaticamente convinta della propria missione e disposta a tutto pur di portarla a termine. In parallelo nella città adiacente alla struttura arriva un nuovo poliziotto, trasferitosi dalla grande città, in cerca di pace e tranquillità. Ma durante i suoi turni notturni capitano strani fenomeni che lo portano a indagare su questa struttura.
Il cast
Fanno parte del cast Ben Barnes nel ruolo di Tim Jamieson, Mary-Louise Parker in quello della signora Sigsby, Joe Freeman nei panni di Luke Ellis, Simone Miller nel ruolo di Kalisha, Fionn Laird in quello di Nicky Wilholm, Hannah Galway nei panni di Wendy Gullickson, Julian Richings nel ruolo di Stackhouse, Robert Joy in quello del dottor Hendricks e Martin Roach nei panni del capo della polizia John Ashworth.

Perchè funziona
L’istituto funziona ed è stata una delle serie tv più interessanti dello scorso anno, grazie ai suoi protagonisti e in particolare al giovane Joe Freeman che riesce a restituire quel contrasto tra sfrontata sicurezza e fragilità immatura del suo Luke dotato di capacità fuori dal comune. Il coinvolgimento di King come produttore esecutivo è una garanzia di serietà da parte della produzione che non indugia nel facile orrore né nelle inutili smancerie e tenerezze adolescenziali, ma cavalca entrambe le situazioni per raccontare la paura dell’ignoto, dell’imprevedibile.

