Machos Alpha è una commedia spagnola di Netflix che la piattaforma di streaming ha ben deciso di sfruttare declinandola secondo le diverse sensibilità dei vari paesi. Anche l’Italia c’è cascata e con la produzione di Groenlandia è nata Maschi Veri di cui il 7 ottobre 2026 è uscita la seconda stagione. Il già ottimo e ben amalgamato cast della prima stagione dai quattro maschi Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti, le donne della loro vita, Thony (Tiziana), Sarah Felberbaum (Ilenia), Laura Adriani (Daniela), Alice Lupparelli (Emma), Nicole Grimaudo (Federica), è stato arricchito con l’arrivo di Carolina Crescentini (Simona), Silvia D’Amico (Paola), Alessio Boni (Giordano), Giancarlo Commare (Augusto) e Ilenia Pastorelli (Tecla) ciascuno inserito per arricchire le vicende dei maschi protagonisti.
Tanti attori, tante storie per una commedia in 8 leggerissime puntate che scorre via, inseguendo una gag che non entra mai, aspettando quel momento decisivo per dare una zampata che si riduce all’essere una carezza. Senza poter (giustamente) entrare troppo nei dettagli, la seconda stagione scorre via riprendendo i fili spezzati della prima, ricostruendoli e arrivando fino a un finale che dà la sensazione di essere anche definitivo.
Destrutturati dalla mascolinità tossica ma ancora decisi a capire e ad amare l’universo femminile. Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi sono tutti alla ricerca del riscatto in questa nuova stagione tra nuovi lavori, nuovi amori e altre novità della vita. La serie tv tenta di mantenere l’impianto della prima stagione con il prologo di ogni puntata affidato a una “lezione di vita” ma incappa in una forzatura che sarà spiegata nel corso delle puntate ma che oltre a essere poco realistica è anche poco coerente con la motivazione stessa (non si può dire di più ma andando avanti nelle puntate diventerà tutto più chiaro).


Ancor più della prima stagione si ha la sensazione di trovarsi davanti a una collezione di reel di Instagram, scenette buone per scorrere con il pollice mentre si sta senza far nulla, ma poco narrativamente strutturate. Ci sono situazioni che sembrerebbero svolgersi in contemporanea ma che sfiorano il limite della credibilità, ci sono linee di dialogo che vanno oltre la coerenza (“ci vediamo domani in ufficio” “no, domani è sabato” e quando poi si rivedono in ufficio parlano di quanto successo nella scena precedente dicendo “ieri”). C’è una complessiva sensazione di superficialità che lascia scorrere le puntate come se non ci fossero nemmeno state, inseguendo quelle conclusioni buoniste da fiction generalista italiana che stanno ormai contagiando anche lo streaming.
A rendere perlomeno salvabile tutto, c’è il cast, che cerca di andare oltre i personaggi che gli hanno scritto, provando a dare una sfumatura diversa, oltre la timbratura del cartellino da set. Certo alcuni sono depotenziati anche rispetto alla prima stagione (Thony e la sua Tiziana su tutti), altri sono sotto-utilizzati (Davide Iacopini e il suo Eugenio potevano regalare più soddisfazioni), complessivamente sono un po’ tutti delle macchiette più che dei personaggi veri, ma i quattro maschi funzionano e soprattutto le loro scene più goliardiche sono tra le migliori. Peccato che ogni personaggio esista solo se in scena, spenti i riflettori spariscono lasciando che sia il racconto a spiegare le varie evoluzioni.
Summary
Poco graffiante e incisivo, Maschi Veri resta sulla superficie delle cose come una sequenza di reel Instagram
Voto:
5.5/10