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Mercoledì, Netflix porta Tim Burton a Riverdale e ne assopisce il talento

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Mercoledì 23 novembre 2022 è il grande giorno di…Mercoledì – Wednesday la serie tv Netflix dedicata alla figlia maggiore della famiglia Addams. Un personaggio in passato interpretato da Christina Ricci che è nella serie interpretando il ruolo di una professoressa della Nevermore Academy, con quei collegamenti intermediali che piacciono tanto al popolo che affolla i social (e che Netlfix ovviamente accontenta). Diretta da Tim Burton nei suoi primi 4 episodi, il regista ha sviluppato la serie con Alfred Gough e Miles Millar, showrunner in passato anche di Smallville. Mercoledì ha 8 episodi tutti rilasciati il 23 novembre su Netflix.

Mercoledì non ci meritavamo un teen drama

Tim Burton. La Famiglia Addams. Era necessario scomodare tutto questo per fare una nuova “Sabrina”? Indubbiamente la serie sarà un successo travolgente, milioni di visualizzazioni in tutto il mondo, classifiche scalate, magari riuscirà a entrare anche nella Top Ten di sempre di Netlfix. Ma Mercoledì Addams fa cadere le braccia per l’infinita banalità del percorso prescelto. L’ennesimo teen drama ambientato in una scuola, con una protagonista che impara a scoprire i propri poteri. Le classiche dinamiche da serie scolastica, un po’ Riverdale, un po’ serie live action di Disney Channel.

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Un genere che ha tutta la dignità di esistere, al di là del giudizio e delle opinioni personali, ma che nel caso di Mercoledì sembra soffocare la potenza visiva di Tim Burton, rinchiuso in schemi convenzionali. Detta in modo brutale, sembra quel progetto che un autore fa quando ha bisogno di soldi facili e senza sforzi. La serie non ha guizzi è fortemente convenzionale come approccio sia alla narrazione che all’impianto visivo. Le potenzialità di un’accademia per ragazzi “particolari” si perdono nella ricerca della normalità delle dinamiche. Una scelta precisa e voluta fin dall’idea iniziale del progetto. Anche l’elemento “crime” appare inserito in modo forzato come se si cercasse la giusta motivazione per la serie. Una strada che piacerà a molti ma che è da corsia “offerte speciali” del supermercato seriale Netflix. Voto 5 Riccardo Cristilli

La serie dell’algoritmo

Mercoledì è una serie studiata a tavolino per accontentare l’algoritmo di Netflix e andare a rinfoltire quella fetta di catalogo dedicata ai mistery teen già ampiamente piena di titoli simili tra loro. Se tra i produttori esecutivi (e alla regia di alcuni episodi) non ci fosse Tim Burton, il rumore intorno a questa serie sarebbe ovviamente e giustamente minore.  Molto più evidente rispetto a quella di Burton, in Mercoledì, la mano di Miles Millar e Alfred Gough, creatori di Smallville, nelle venature adolescenziali della storia.

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Mercoledì non colpisce né per originalità né per stile, nulla nella serie suona come novità, l’effetto che si ha dall’inizio è di essere di fronte a un prodotto già visto e rivisto decine di volte. Non brilla né dal punto di vista della regia né da quello della sceneggiatura: i dialoghi sono piatti e banali, la storia prevedibile e scontata, le battute di Mercoledì così eccessivamente marcate da sembrare a volte caricaturali. Vorrebbe rappresentare una antieroina, ma il risultato finale è una semplice macchietta che si nasconde dietro frasi fatte anti social, anti tecnologia e già sentite troppe volte.
Giorgia Di Stefano – Voto 6

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