MI AMOR di Lorenzo Cantarini, prodotto da Courage Live, non vuole spiegare l’amore né salvarlo. Lo prende e ci entra dentro. Senza preparazione, senza disclaimer, senza uscita di sicurezza. Fin dall’inizio è chiaro che qui non si cresce, non si migliora, non si “supera”. Uguale a me apre come un’autodenuncia lucida: parlare di sé non serve a rimettere ordine, ma a esporsi. Non esiste un premio per chi sa aspettare, non esiste un meglio garantito. L’identità non è una casa: è qualcosa che brucia nell’istante. Amarsi, semmai, significa accettare di potersi fare male. E continuare lo stesso.
Da quel momento l’amore smette di essere una storia e diventa una condizione atmosferica. In Ma t’immagini l’assenza non alleggerisce, appesantisce. L’altro occupa tutto: stagioni, strade, gesti minuscoli. “Sto annegando di proposito” non è melodramma, è scelta. Cercare la luce significa cadere nell’abisso, e farlo sapendo esattamente cosa succederà. Le domande sull’identità — chi sono io, chi siamo noi — restano sospese, perché qui nessuno ha fretta di essere definito. O salvato.
MI AMOR di Lorenzo Cantarini rifiuta la redenzione sentimentale e resta dentro la fragilità.
Nuda, primo estratto, arriva come una dichiarazione chiarissima: il corpo non è liberazione, è rischio. È desiderio, certo, ma anche ironia, distanza, crudeltà gentile. La libertà non coincide mai del tutto con l’assenza di legami: “libera sei come aria, ma cercami”. L’eros non redime, non educa, non purifica. È un vizio che ritorna. Fingere di essere liberi è spesso la forma più elegante di prigionia. E quando ci si lascia, anche solo per una notte, qualcosa muore davvero — senza bisogno di farne una tragedia ben scritta.
Il disco continua a muoversi in questa zona instabile, dove la consapevolezza non protegge nessuno. Livido non racconta un errore sentimentale, ma una traccia. Il cuore è daltonico, confonde i colori, continua a scegliere ciò che ferisce. Il livido non insegna: resta.
In Addosso l’amore si abbassa ancora, diventa domestico, quotidiano, quasi banale. Cene preparate, felpe dimenticate, ritorni notturni senza voce. Non voler stare soli non è una dichiarazione romantica, è un dato di realtà. L’etica può aspettare. Prima viene il corpo. Prima viene la contraddizione.
Il mare, che attraversa Mi Amor e ritorna come spazio, come colore, come respiro, non è una metafora poetica. È una presenza fisica, invadente, totalizzante. Calma e destabilizza insieme. È abbandono senza promessa di pace. La nostalgia arriva prima della separazione, il desiderio prima della mancanza. Ciò che manca davvero è ciò che non è mai stato vissuto. Ed è proprio per questo che continua a chiamare.
Farewell non interrompe il flusso, lo accompagna. È un addio adulto, senza teatro. Lasciare andare non è eroico, è faticoso. Ci si può riconoscere ancora, magari solo stringendosi la mano, sapendo che non sarà lo stesso.
In 00:00 il disordine viene dichiarato senza filtri: ogni certezza è una variabile, esistere non basta più, cadere è più facile che tentare di volare. La fragilità non viene trasformata in stile: viene abitata.
Il finale non torna all’altro. Torna a sé. Verde Acqua apre la domanda, Diamanti la trasforma in presa di posizione. Essere ladri non significa possedere, ma attraversare. Rubare senso alle esperienze, scegliere il rischio invece della sicurezza, la verità invece della protezione. Ripeterlo diventa un mantra, quasi una presa d’atto: sono io. Non l’amore, non la relazione. La posizione da cui guardo il mondo.
In questo senso MI AMOR non offre soluzioni, non promette riparo, non consola nessuno. Sta. Resta dentro la fragilità senza renderla spettacolo, senza lucidarla, senza chiederle di essere esemplare. Ed è proprio questo a renderlo credibile. È un disco per chi sa che la vulnerabilità non è una fase da superare, ma una postura possibile. Restare lì, senza difese, non è debolezza. È una scelta. Ed è già una forma di verità.
Artista: Lorenzo Cantarini
Album: MI AMOR
Uscita: 30 gennaio
Produzione: Courage Live
TrackList : Uguale a me · Ma t’immagini
Nuda · Livido · Addosso
Mi Amor · Farewell · 00:00
Verde Acqua (Interludio) · Diamanti



