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Mindhunter finisce nel limbo: il cast è libero dal contratto ma la serie non è cancellata

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Mindhunter Netflix non decide, Fincher è distratto e gli attori vengono liberati dai contratti: la terza stagione è nel limbo

Sono passati cinque mesi dall’arrivo su Netflix della seconda stagione di Mindhunter, cinque mesi di elogi, di passione e senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della piattaforma di streaming. Fino alla doccia fredda: Mindhunter finisce in un limbo indefinito senza essere nè cancellata nè rinnovata. 

La seconda stagione era stata annunciata prima del rilascio della prima, come voto di fiducia verso la serie prodotta da David Fincher. Poi prima di vedere effettivamente i nuovi episodi c’erano voluti oltre 22 mesi ma almeno c’era la certezza che li avremmo avuti. Ora no. Ora potremmo doverci rassegnare a vedere una tra le migliori serie tv presenti su Netflix, una tra le migliori serie tv degli ultimi anni, morire così quasi senza un vero perchè.

Lo scorso mese Netflix ha deciso di liberare il cast da Holt McCallany a Jonathan Groff passando per Anna Torv, evitando di rinnovare le opzioni sul loro contratto. La piattaforma di streaming ha spiegato che “David è concentrato sulla regia del primo film per Netflix Mank e nel produrre la seconda stagione dell’animata antologica Love, Death and Robots. Potrebbe pensare di riprendere Mindhunter in futuro, ma nel frattempo non sembrava giusto tenere bloccati gli attori, senza poter lavorare ad altro mentre lui stava facendo proprio questo“.

Una finestra lasciata aperta, anche se naturalmente nessuno può prevedere quello che succederà. Il cast adora lavorare con Fincher e sarebbe disposto a tornare ma non si può sapere che tipi di impegni potrebbero avere in quel momento. Secondo quanto riporta deadline, sembra che Fincher non fosse entusiasta all’idea di trascorrere un altro lungo periodo di riprese lontano (la serie è girata a Pittsburgh) e che stesse provando ad avere un budget più alto per aumentare ancora di più il valore della serie.

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Al tempo stesso però non ci sarebbero state discussioni significative tra Netflix, il regista e il cast, come se non ci fosse poi tutto questo interesse. Netflix giustamente non fa troppi sconti per decidere il futuro di un proprio prodotto. Il suo sistema produttivo mira a lanciare sempre nuovi prodotti, scovare quelli che funzionano e proseguire per 2-3 stagioni, poi con la naturale discesa di interesse verso quei prodotti magari meno acclamati dalla massa degli utenti mondiale, chiudere il progetto. Un esempio può essere The Oa, chiuso brutalmente dopo due stagioni, One day at a time (poi salvato da Pop) o Santa Clarita Diet. 

Per i fan di Mindhunter non resta che aggrapparsi a quel lumicino di speranza.

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Riccardo Cristilli
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