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MobLand 2, la recensione: un ritorno superiore alle aspettative con un Tom Hardy monumentale

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Le seconde stagioni (come i secondi album, cit.) sono sempre le più difficili, perché manca l’effetto novità, devono consolidare quanto costruito, sviluppare nuove storie e cercare di aprire a nuove stagioni. Insomma il rischio di sbagliarle è alto. Per fortuna, però, ci sono anche le eccezioni, come nel caso di MobLand. Dopo le prime puntate viste in anteprima, vi possiamo rassicurare sul fatto che la seconda stagione di MobLand non deluderà le attese. Anzi la serie tv che parte il 18 settembre su Paramount+, prodotta da Guy Ritchie (anche regista di alcune puntate) migliora rispetto alla prima stagione.

Tom Hardy è perfetto nel ruolo del fixer degli Harrigan Harry Da Souza. La calma con cui affronta ogni situazione, lo sguardo implacabile di chi sta già pensando le mosse successive, le poche ma sempre decisive parole, sono caratteristiche di un personaggio travolgente. Con una mano ti coccola e con l’altra ti schiaffeggia senza che nemmeno te ne accorgi. Un perfetto contrappeso rispetto all’instabilità che lo circonda. Pierce Brosnan e Helen Mirren sono i vertici di una famiglia criminale che cerca di mantenere il proprio potere mentre intorno la polizia e i rivali cercano di sfruttare le loro divisioni. Tutti i personaggi crescono in questa seconda stagione da Eddie a Gina la figlia di Harry, fino ad arrivare alla sempre brava Joanne Foggart che conquista uno spazio diverso con la sua Jan.

Mobland 2

Ma MobLand è perfetta perché capace di raccontare la vita di questi criminali, oltre le loro azioni più terribili e le scene di sparatoria. Gli uomini e le donne di MobLand si mostrano a 360 gradi, ne vediamo le fragilità e i momenti di dubbio, sono persone oltre che personaggi riuscendo così a emergere rispetto al lato più caratteristico. Naturalmente, però, MobLand è e resta un thriller carico di azione, scene forti e sorprese inaspettate. La novità della stagione, Johnny Flynn, è perfetto nel ruolo del giovane gangster che arriva in monopattino, lontano dagli stereotipi dei criminali eleganti con i macchinoni ma ha quello sguardo da psicopatico che fa paura.

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Introdotti già nella precedente stagione, i personaggi di Janet McTeer e Toby Jones sono pronti a regalare grosse soddisfazioni, lo sconfinato e dilagante potere di Kat McAllister è capace di far tremare i polsi (almeno internamente) anche al nostro Harry che ben sa quanto sia difficile da contenere chi ha soldi, potere e agganci politici. E le divisioni interne alla famiglia sono il grimaldello ideale da sfruttare per cercare di distruggerli, nonostante Harry.

MobLand è ideata da Ronan Bennett e scritta insieme a Jez Butterworth, prodotta da Guy Ritchie che ne è anche produttore oltre che regista di alcune puntate e che ne ha plasmato lo stile generale, frenetico, spietato e spettacolare. Sebbene confrontare serie tv sia sempre sbagliato, è inevitabile farlo con The Gentlemen: entrambe sono legate a Guy Ritchie, sono inglesi, sono tornate con una seconda stagione a breve distanza l’una dall’altra, trattano del mondo dei gangster.

Ma The Gentlemen è più patinata, luminosa, pop, come la piattaforma che la ospita (Netflix), deve piacere e sa come farlo, non deve turbare troppo e deve cercare di essere il più chiara possibile. MobLand è più elegante e al tempo stesso più rozza, più cupa, più complessa, capace di osare e spiazzare, ma al tempo stesso si prende più tempo per approfondire non sentendo la necessità di riempire gli spazi con sottorame che si perdono. Curiosamente entrambe già sanno di esser state rinnovate per una terza stagione, chissà che direzione prenderanno!

Mobland 2

Una seconda stagione che poggia sulle spalle della prima e spicca il volo. Tom Hardy, Pierce Brosnan, Helen Mirren valgono la visione

Voto:

8.5/10
8.5/10
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